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100 giorni di governo regionale senz’ anima

100 giorni di Governo pieni di ombre.
Domani saranno 100 i giorni passati dal termine della consultazione elettorale che ha consegnato ai calabresi il nuovo Governatore e gli uomini che, come maggioranza, avrebbero dovuto sostenere il Suo programma di governo.

Programma di governo ancora sconosciuto perché mai reso noto, né informalmente, né nella sede istituzionalmente deputata dell’aula consiliare.

Peccato, perché a conoscerlo, questo programma, avremmo potuto renderci conto di come la prima Governatrice donna dei calabresi ha immaginato di migliorarne le condizioni di vita dei cittadini.

Non che gli eventi imprevisti legati all’emergenza sanitaria non abbiano influito sulle priorità dell’azione di governo da compiere, ma 100 giorni di silenzio e sostanziale inazione sono obiettivamente troppi.

Dunque, giudichiamo quello che finora abbiamo visto.

Abbiamo visto che la formazione completa della Giunta, pur con l’esigenza di operare in fretta, è avvenuta in ritardo. Ci son voluti ben 52 giorni dalla chiusura delle urne a fronte dei 18 giorni impiegati da Bonaccini in Emilia Romagna.

Le Commissioni consiliari, ciascuna delle quali, nell’ambito delle proprie competenze, svolge funzioni di controllo sull’attività amministrativa degli uffici regionali, degli enti e delle aziende da essa dipendenti e ne riferisce al Consiglio, non sono state ancora definite nella loro composizione.

In compenso il Presidente Domenico Tallini, senza che su questo la Governatrice abbia ritenuto di dover ribattere, ha deciso l’istituzione di una nuova Commissione consiliare da aggiungere alle sette, tra permanenti e speciali, già esistenti.

Costo stimato nell’arco dell’intera consiliatura pari ad € 500.000.

La proposta di Bilancio di previsione finanziaria per gli anni 2020/2022 è stata approvata dalla Giunta Regionale con delibera n. 42 del 09/04/2020 e portata in Consiglio per l’esame ed approvazione senza che la commissione consiliare competente, ancora non formata, abbia potuto esprimere il proprio parere e, di conseguenza senza audizioni delle parti sociali interessate.

Soprattutto, la proposta di Bilancio, poi approvata il successivo 27 aprile, non ha potuto tener conto della indispensabile riprogrammazione della spesa dei fondi comunitari di cui non si hanno notizie.

Abbiamo registrato poi, non senza imbarazzo, la decisione della Governatrice di accogliere immediatamente l’offerta di dimissioni del responsabile della Protezione Civile regionale a seguito della figuraccia nel corso della trasmissione Report.

Allo stesso alto Dirigente, rimosso senza alcuna difesa, restano, tuttavia, assegnate le responsabilità di direzione di alcuni dei più importanti settori della burocrazia regionale.

Non ultime quelle, tra le tante altre, di responsabile unico del procedimento per la realizzazione degli ospedali Hub regionali, previsti fin dal 2007 per superare l’emergenza sanitaria in Calabria e mai avviati a costruzione.

Proprio quegli ospedali moderni di cui la Regione non può ancora disporre per fronteggiare le esigenze di ospedalità dei calabresi e la cui mancanza determina, in gran parte, quella emigrazione che grava i bilanci regionali e pesa sulla possibilità di venir fuori dal Piano di Rientro, la cui gestione è ancora affidata all’azione di commissari ad acta governativi.

Niente di nuovo, dal punto di vista dell’azione di governo, neanche sul versante della realizzazione delle tanto attese Case della salute, indispensabili per fornire ai calabresi un dignitoso servizio di medicina territoriale.

Infine, la Governatrice ha ritenuto di dover, unica tra tutti i governatori delle Regioni italiane, instaurare un assurdo braccio di ferro con il Governo centrale sulla temporalità, della fase di attuazione del passaggio dalla prima alla seconda fase del contenimento del contagio da coronavirus.

Qualcuno, ha parlato, di oculata operazione di marketing territoriale che ha consentito alla Governatrice di ottenere l’attenzione sulla Calabria dei principali network nazionali e anche di qualche network internazionale.

A noi, più semplicemente, è sembrato l’accettazione di un diktat subito da una delle componenti della sua maggioranza, e per noi questo è troppo.

Per non parlare della ” gaffe”sulle mascherine prima obbligatorie e poi divenute opzionali,( per mere ragioni economiche di sostenibilità della spesa da parte della regione), in diretta tv nella trasmissione di Fazio. Il non obbligo all’uso delle mascherine dichiarato nell’intervista in palese contrasto con l’ ordinanza n.13 da lei stessa firmata ad inizio pandemia.

Quel che finora si è visto dell’azione di governo della Governatrice e dei sui assessori non ci soddisfa e, pertanto, visto il troppo tempo già passato da quando si è avviata la nuova legislatura regionale, abbiamo deciso di essere spietati e puntuali nel controllo e nella denuncia.

E non faremo sconti a nessuno chiedendo all’ opposizione di essere intransigente e di urlarlo il suo dissenso affinché i calabresi si risveglino dal torpore da Voto e da Virus. ( Francesco Costantino per il Movimento 10 idee per la Calabria)

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