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ACCADUEO e così sia…

di Francesco Briganti per “10 idee per la Calabria”

L’uomo, di età e corporatura medie, è per il 60-65% composto di acqua; la restante parte a 100 è composta di proteine, grassi, zuccheri, sali minerali e metalli. A qualsiasi carenza di ognuno di questi componenti, e di molti di essi anche fossero carenti insieme, si può sopperire tranne che per l’acqua: un organismo umano, in particolare, dopo tre giorni senza bere va in disfunzioni multiple e finisce con il morire.

 “Il diritto all’acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Esso riflette l’imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana.

«È ORMAI TEMPO di considerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, all’accesso ad una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e domestico – per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa – allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute.
Gli Stati nazionali dovrebbero DARE PRIORITÀ all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questo quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità, accessibile economicamente a tutti e che ciascuno la possa raccogliere ad una distanza ragionevole dalla propria casa.»

La risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua UN DIRITTO UMANO UNIVERSALE E FONDAMENTALE.

La risoluzione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, più degli altri diritti umani, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, è fondamentale per tutti gli altri diritti umani … (Wikipedia; N.d.R..)”.

Nel 2011, 27 milioni di italiani avevano SCELTO una gestione dell’acqua totalmente pubblica. Una scelta disattesa, giacché, da allora e sino ad oggi, nessuna legge a tutela della volontà popolare è stata emanata in conseguenza; ma non solo l’erogazione dell’acqua oltre a rimanere sempre in mani e gestioni private, e gravata da interessi finanziari che appesantiscono notevolmente le bollette relative al consumo ad essere, costantemente minimo, rispetto al totale di ognuna di esse:

“…il Consiglio di Stato ha respinto, in via definitiva, i ricorsi presentati dal Codacons, da Federconsumatori e dall’Associazione Acqua Bene Comune ONLUS contro il metodo tariffario approvato nel 2012 dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) per calcolare la tariffa che gli utenti devono pagare ai loro gestori per la fornitura e il trattamento delle acque. Le associazioni dei consumatori e i proponenti dei referendum per l’acqua pubblica del 2011 lamentavano il fatto che AEEGSI non avesse rispettato, nell’elaborazione dei metodi di calcolo, gli esiti del secondo referendum che aveva abolito dal calcolo delle tariffe idriche la «adeguatezza della remunerazione del capitale investito» con il voto di oltre 26 milioni di italiani. 
Volendo riassumere brevemente le motivazioni del Consiglio di Stato, si potrebbe dire che, secondo il supremo giudice amministrativo, ai sensi della normativa italiana ed europea attualmente in vigore il servizio idrico è un servizio A RILEVANZA ECONOMICA … (il Fatto Quotidiano, 2017; N.d.R.).

Già basterebbe quanto sopra descritto, per indurre chiunque ad una ribellione sacrosanta di fronte ad uno stato truffaldino e grassatore; ma occorre, a sovra misura, aggiungere che l’erogazione di questo bene primario, NECESSARIO CIOÈ ALLA VITA STESSA, è totalmente nelle decisioni dei vari enti privati erogatori i quali SI ARROGANO IL DIRITTO di bloccarne la diffusione ove ci fosse un mancato pagamento.

Questa PREVARICAZIONE è tale in quanto contraria al dettato della nostra COSTITUZIONE ed è stata più volte sanzionata dai vari tribunali italiani. Ciò nonostante, quegli enti, completamente disinteressati alla giustizia, la IGNORANO COMPLETAMENTE e CONTINUANO, imperterriti, nei distacchi, senza valutazione alcuna delle singole situazioni, come se nulla fosse.

“Secondo gli orientamenti della Corte di Cassazione senza l’energia elettrica si può vivere ma senza l’acqua no. Proprio per questo motivo in caso di morosità, la Suprema Corte ritiene illegittimo il distacco della fornitura idrica mentre consente quello dell’energia elettrica. 
In questo modo, attraverso la questione si definisce indirettamente i servizi indispensabili dando all’amministratore di condominio il potere di sospensione dei servizi ad utilizzazione separata …
… L’intestatario dell’utenza della fornitura dell’acqua che per il mancato pagamento della bolletta si vede sospendere il servizio può, legittimamente, fare ricorso di urgenza al tribunale per evitare i danni conseguenti dal distacco della fornitura in oggetto …” (investireoggi.it/fisco/morosità; N.d.R.)

Ed inoltre:

“Per chi non paga l’acqua la legge è precisa ma non troppo severa. Il D.lgs. 152/2006 afferma che il servizio idrico integrato è un servizio a rete di rilevanza economica i cui costi efficienti di gestione e di investimento, compresi i costi ambientali e della risorsa, devono essere coperti dalla relativa tariffa al fine di garantire l’equilibrio economico – finanziario della gestione e la sostenibilità per tutti gli utenti. Il DPCM attuativo del 29 agosto 2016 enuncia i seguenti principi:
l’interruzione della somministrazione di acqua all’utente moroso deve tenere conto di molteplici fattori di varia natura, da quelli alimentari, igienico-sanitari e di tutela della salute e della tipologia di utente a quelli di tutela della risorsa fino alla necessità di copertura dei costi del servizio a garanzia dell’equilibrio economico finanziario della gestione;
il quantitativo minimo di acqua vitale necessario al soddisfacimento dei bisogni essenziali alimentari, igienico sanitari e di tutela della salute è stabilito in 50 litri per abitante al giorno;
nelle utenze in documentate condizioni economiche disagiate il quantitativo minimo vitale deve essere garantito anche in caso di morosità …” (Il Sole 24 ORE, 28/03/17; N.d.R.)

Dunque e per concludere: 
A) l’acqua è UN BENE PRIMARIO; 
B) la sua EROGAZIONE DEVE ESSERE SEMPRE GARANTITA fosse pure solo in una quantità di 50 litri per componente familiare; 
C) COMMETTE UN REATO quella società privata che dovesse procedere alla sua sospensione. 
Un reato, per essere precisi, contro l’Art.32 della Costituzione e rubricabile anche in quanto previsto dall’art. 610 del Codice Penale (Violenza privata; N.d.R.).

Quindi adesso sapete che in teoria anche la sola raccomandata in cui vi si dovesse minacciare del distacco non è TOLLERABILE e dunque potete senza tema di smentita già fare giuste rimostranze sin dal suo ricevimento. Quanto poi si debba ancora tollerare da questo stato e dalla sua politica truffaldina e grassatrice, sta ad ognuno dei cittadini, giacché preservare un diritto … non è un abuso, ma è solo legittima difesa!

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