Appello


APPELLO PER L’AGGREGAZIONE DI CITTADINI CALABRESI SU UN
PROGETTO POLITICO FINALIZZATO AD EVITARE LA DERIVA E AVVIARE
LA RICOSTRUZIONE E LO SVILUPPO DELLA NOSTRA REGIONE

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APPELLO AI CALABRESI

 La nostra Regione sta morendo. Gran parte degli indicatori economici, ambientali, sociali, politici appaiono negativi. La regione sta perdendo addirittura la sua popolazione, con un tasso di emigrazione, specie giovanile, senza precedenti. La rassegnazione e lo sconforto delle famiglie sono pesanti. Il livello dei servizi è ormai da terzo mondo (sanità, scuola, assistenza sociale, trasporti, acqua pubblica, raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani…) e i segni del degrado sono evidenti sull’ambiente, sulle città, sulle reti infrastrutturali, sulla qualità della vita. Sembra una guerra che miete vittime lentamente e in modo subdolo, che spinge tanti ad andare via come profughi. Il processo non è casuale. Due fra le cause principali sono un pessimo ceto politico e la rassegnazione di troppi cittadini. Ed in questo clima trova terreno fertile l’azione politica di forze opportunistiche che illudono la popolazione, ma in realtà cercano di usarla come serbatoio di voti e per scopi ben diversi dagli interessi della Calabria.

È ora di rimboccarsi le maniche e organizzare una nuova Resistenza. Come in occasione della lotta di liberazione dall’occupazione nazifascista e della ricostruzione dopo una terribile guerra che aveva lasciato solo macerie. Non possiamo lasciare la guida della nostra terra in mano a partiti e uomini politici che hanno contribuito a distruggerla, hanno perso ogni credibilità, coltivando solo interessi particolari e personali, depauperando risorse a non finire. 

Oggi il quadro politico è desolante. Una maggioranza di governo regionale eterogenea e inaffidabile, che sta rivelando tutti i suoi limiti nell’amministrazione della cosa pubblica e vive contraddizioni interne insanabili, una destra senza cultura e senza idee, avvezza solo a giochi di potere personali, corresponsabile della situazione disastrosa in cui si trova oggi la Calabria. Partiti che hanno assunto una connotazione negativa agli occhi di gran parte della collettività, i cui leader hanno calcato la scena politica con superficialità e arroganza, spesso rivelandosi non all’altezza dei doveri istituzionali attesi. La speranza di cambiamento affidata al M5S è ormai evidentemente delusa, dato che il movimento sta dimostrando limiti tipici degli altri partiti, con idee confuse e succube del suo alleato di governo, che lo sta divorando. La Lega è un partito che ha governato per anni con risultati disastrosi ed ha tra i propri obiettivi una autonomia differenziata e antimeridionale, maschera di una secessione perseguita nell’ultimo ventennio con toni aggressivi e razzisti. Due partiti senza capacità di governo, costruiti sulla propaganda e facendo leva sul malessere della popolazione, uniti da un contratto forzato e contraddittorio di potere. Il presidente della Regione nel 2014 aveva dichiarato che avrebbe salvato la Calabria in 5 anni e poi si sarebbe fatto da parte. Nei fatti egli ha agito in perfetta continuità con i suoi predecessori. La regione è allo sbando, i comuni vivono difficoltà senza precedenti; la capacità di spesa dei fondi POR è ai minimi storici, le politiche per il lavoro sono state fallimentari. Lo sanno bene le forze sindacali costrette ormai a inseguire le crisi su ogni versante dell’economia e del sociale. Si vanno proponendo ancora vecchie ricette, grandi opere inutili, costose chimere, mentre la comunità ha bisogno di infrastrutture diffuse e realmente utili, di opere prioritarie come la messa in sicurezza del territorio, lo sviluppo di servizi sociali equi, un sistema sanitario dignitoso superando il regime commissariale attraverso il quale il Governo nazionale ha espropriato la Calabria di ogni diritto decisionale.   

Non si può cedere al ricatto dei peggiori, non si può accettare l’idea che il governo della Calabria continui a stare in mano a partiti senza anima, senza numeri e competenze, non ci si può rassegnare senza combattere. Per questo è più che mai necessaria la costituzione di un movimento nuovo, è necessario dar vita al più presto ad una nuova classe dirigente. Vogliamo aggregare le forze sane, le forze migliori, come partigiani di una nuova Resistenza, superando gli steccati ideologici, ma decisi ad abbattere un sistema ormai corrotto fino alla radice. Una LIBERAZIONE della Calabria, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e la composizione di uno schieramento civico che risponda a principi di libertà e parità delle persone, di accoglienza ed integrazione, di sostegno ai più deboli, di legalità, di rispetto della Carta Costituzionale, di ripudio di ogni forma di violenza e criminalità, di difesa dei beni comuni, di antifascismo e antirazzismo, di equità e sostenibilità della vita, ponendo al centro la dignità delle persone, la salvaguardia dell’ambiente e il lavoro dignitoso. 

Vogliamo promuovere un meridionalismo costruttivo che recuperi verità storica e orgoglio, riequilibri il livello delle infrastrutture, dei servizi e delle opportunità, ma in una Italia unita che guardi ad una Europa unita, libera dalla dominazione delle lobby finanziarie, fondata sull’autodeterminazione dei popoli. Vogliamo sostenere e facilitare l’accesso a tutte le forme di finanziamento disponibili rimaste inutilizzate per dare alla Calabria l’opportunità di essere protagonista nell’economia che si svilupperà grazie alle tecnologie emergenti che introdurranno una nuova, forte, discontinuità nella vita dei cittadini, nel modo di erogare i servizi e nel modo di produrre, ma che potrebbero dare anche la possibilità di recuperare in chiave moderna e profittevole eccellenze e antichi mestieri calabresi. Vogliamo dar vita finalmente ad una classe dirigente autorevole, i cui protagonisti assumano responsabilità politica come missione, a termine e non per carriera, siano in grado di governare seriamente per tirare fuori la regione dalla palude in cui affonda, evitando la degenerazione della politica e della società.

Ed è proprio da quest’ultimo punto che prende le mosse questo appello. Mettiamo insieme una schiera di persone capaci, con storie vere e limpide, competenti ed appassionate, credibili e non rassegnate. In Calabria ce ne sono tantissime, donne e uomini virtuosi capaci di fare la differenza, che in questi anni hanno lottato sui territori, si sono indignate, hanno espresso contenuti di qualità attraverso tante forme di associazionismo locale, hanno cercato un riferimento ideale solido cui aggrapparsi senza trovarlo, persone coraggiose che nella pratica politica vedano una missione, a termine, al servizio della comunità. 
L’obiettivo primario è quello di dar vita ad una formazione politica articolata in numerose liste coalizzate, composta da persone che fanno un passo avanti e non uno indietro, pronte ad imbracciare gli strumenti della cultura, dell’intelligenza, della rettitudine, della competenza, della volontà, della solidarietà, per liberare la Calabria e ricostruire una società in cui si possa vivere meglio che altrove, godendo delle potenzialità che la natura ci ha donato.

 

Mettiamoci all’opera, per la Calabria, per la nostra gente, per i nostri ragazzi. Prima che sia troppo tardi.

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