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Autonomia differenziata: fumata nera. ma dove erano i rappresentanti del sud quando se ne discuteva?

Ancora una fumata nera ieri al vertice di Palazzo Chigi in merito alla discussione sull’ Autonomia Differenziata.
Il Salvini baldanzoso del mattino con ” una strada tutta in discesa” lascia il vertice con un nulla di fatto per la riunione al Viminale del Comitato per l’ordine e la sicurezza.
Restano Conte, il vicepremier Di Maio e altri interlocutori ad arrovellarsi il cervello per la quadratura che porterebbe l’intesa in Commissione legiferante per la successiva approvazione con legge rinforzata.
Legge rinforzata, si ribadisce, ormai, fino alla noia che è una ratifica e non una votazione preceduta da discussione e studio in Parlamento. Basta la maggioranza assoluta e la Secessione mascherata è servita.
Perché così è stato definito il travaso di ben 23 materie dalla competenza esclusiva Stato, o concorrente Stato/Regioni, direttamente alle Regioni.
E si è gridato allo scandalo per il potere immenso che ciò comporta in capo alle regioni trasformando di fatto regioni a statuto ordinario nelle loro sorelle a statuto speciale sovvertendo un ordine che discende direttamente dalla Costituzione.
Ma l’iter che ha portato a tutto questo è stato lungo, farraginoso, drammatico…
Eppure non ce ne siamo accorti. E gridiamo allo scandalo oggi.
Oggi che 23 materie potrebbero essere devolute alla competenza esclusiva delle regioni (sanità, cultura, ambiente, sovrintendenze, beni culturali, approvvigionamento risorse energetiche, rapporti internazionali e con l’UE ecc.)
Oggi che è stata eliminata dal testo della bozza la previsione di ” durata decennale dell’intesa” contenuta negli accordi preliminari sottoscritti nel febbraio 2018 con Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, dal governo Gentiloni. La durata decennale aveva almeno lo scopo di una possibile revisione e costituiva un probabile controllo da parte dello Stato.
Oggi che si scopre che nelle bozze di accordo sta scritto: ” il gettito dei tributi maturato nel territorio nazionale è un indicatore del fabbisogno” . Una affermazione del genere equivale a dire che un ricco pagando più tasse ha più diritto a sanità, ambiente pulito, istruzione elevata.
Oggi quindi che scopriamo che con l’AUTONOMIA DIFFERENZIATA È IL REDDITO A GARANTIRE I DIRITTI.
Oggi che scopriamo che molte risorse andranno alle regioni in autonomia ” asimmetrica” e che se il principio in tempi di austerity è ” l’invarianza complessiva della spesa” queste risorse da qualche parte debbono pure sottrarsi. La coperta di Linus si tira al Sud!
Oggi che si scopre che i rappresentanti del Sud erano assenti ai tavoli in cui si discuteva in merito alle autonomie. Discussioni iniziate nel 2001 con la modifica del titolo V della Costituzione voluto dal governo di centrosinistra dell’epoca per fare un inchino alla lega di Bossi all’epoca, ago della bilancia politica del paese, con una misera percentuale di consensi.
Oggi che si scopre che i Lep, livelli essenziali di prestazioni che il Parlamento avrebbe dovuto stabilire, uguali per tutte le regioni, non sono stati evidenziati e codificati. E che si è aggirato l’ostacolo basandosi su dati statistici e sulla storicità della spesa che ingenererebbe forti disparità di servizi e diritti al Sud.
Il giornalista del Mattino Marco Esposito in una sua chiara disamina del problema evidenzia, fra le altre criticità, una situazione inverosimile accaduta nel 2015.
Sempre assenti parlamentari del Sud nelle discussioni per la ripartizione dei finanziamenti agli enti locali, i presenti, si inventò una nuova figura: lo Sconto.
” …Quelli del Sud si fidano e non vanno. Al momento di pagare, quindi, si inventano lo Sconto. _ Perché dobbiamo pagare tutto il deciso?_ _ Visto che siamo solo noi i presenti quanto dobbiamo pagare lo decidiamo noi e dove dobbiamo dare 100 diamo il 45,8- Ma la Costituzione all’art.119 dice che va ” integralmente finanziato quello che è assegnato, ciò che va agli enti locali, ai comuni, e allora nell’accordo scriviamo : -va ” integralmente erogato il target perequativo scelto, cioè il 45,8″ È come avere un debito di mille euro con la banca e il debitore si presenta con 458 euro e dice” saldo integralmente” il debito. La banca dice: ma il debito è di mille! E il debitore indefesso risponde: e io saldo integralmente con 458 euro! “.
Tuttavia la parola magica ” integralmente” rimase, anche se spogliata del suo originario significato e della sua originaria portata.
La proposta dello Sconto inteso come Target perequativo scelto passò nel 2015 in Bicamerale Federalismo Fiscale, dove il più meridionale dei parlamentari presenti era stato eletto in Emilia Romagna.
Oggi che importano i rinvii di Palazzo Chigi? La discussione sui Lep?
Il fatto che il M5S non sia d’accordo sul cosiddetto costo medio -uno dei temi centrali nella partita autonomie- ma anche sul Vas, acronimo di Valutazione ambientale strategica, su Sovraintendenze, Autostrade, Ferrovie, Porti e Scuole? (cfr. Repubblica).
Il fatto che non si conoscano le coperture finanziarie e si attendono i chiarimenti di Tria ieri assente giustificato?
Che importa il rinvio a giovedì prossimo del vertice?
Il dado è tratto ormai. E quando l’Autonomia passò il Rubicone, nessun politico meridionale, di nessun colore di casacca spese il suo tempo per approfondire, chiarire, dubitare.
Se il popolo meridionale sapesse essere Pubblico Ministero chiederebbe ad ognuno di loro: -Dove Eravate? Perché avete consentito questo scempio? Vi era stato conferito l’onore e l’onere di rappresentarci, perché avete tradito il vincolo di rappresentanza? _
E ove quel Popolo sapesse essere anche Giudice direbbe: – Colpevoli! –
La pena? La non rielezione.
Invece la casta perpetua la sua tracotanza e il Popolo meridionale si getta fra le braccia del suo peggiore aguzzino leghista.
E chi osserva trema per la Sentenza dei posteri.

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