Articoli

Calabria e ambiente. Siamo per la conversione ecologica

pubblicato sul “Quotidiano del Sud”, ed. Reggio, pag. 33

Per quanto lo neghino i leader di Stati imperialisti, neo-colonizzatori vampiri, sfrenati neo-liberisti, la situazione climatica del Pianeta si va aggravando sempre più e, purtroppo, a ritmi accelerati. Non crediamo ai Trump, Putin, Xi Jimping, Erdogan, Bolsonaro, Johnson; crediamo certamente di più agli uomini di scienza, al comitato scientifico IPCC dell’ONU, a Papa Francesco, a personalità integerrime come Al Gore, Leonardo di Caprio, Luca Mercalli, Guido Viale, Greta Thumberg, ecc.  Ma crediamo anche ai nostri sensi, ai nostri occhi in primis, che ci dicono che la vita umana sulla Terra potrebbe cessare di esistere, in assenza di una chiara inversione di tendenza nelle politiche economiche e sociali delle nazioni tutte. Forse la natura si vendicherà e la Terra potrebbe trovare un nuovo equilibrio, ma senza l’uomo.

Lungi da noi essere catastrofisti, ma alcuni fatti sono evidenti e le devastazioni dell’ambiente hanno raggiunto livelli preoccupanti:

  • Il consumo delle risorse prodotte dal pianeta nel corso di un anno si esaurisce ormai in 7 mesi; l’Earth overshoot day del 2019 è caduto il 29 luglio; ogni anno si presenta sempre più in anticipo;
  • Nell’Oceano Pacifico galleggia un’isola di plastica estesa quanto Italia, Francia e Germania messe insieme; non a caso oggi si vano affermando politiche “plastic free”;
  • La deforestazione dell’Amazzonia ha assunto ritmi sostenuti; nei primi 7 mesi del 2019 sono spariti 4.700 km quadri di bosco (pari a un terzo della Calabria), a fronte dei “soltanto” 2.800 dell’intero 2018;
  • Il riscaldamento globale continua e si accentua, con emissioni e concentrazioni di gas nocivi particolarmente pesanti in alcune aree fortemente industrializzate;
  • Il cambiamento climatico in atto sta determinando l’abbandono di aree diventate invivibili, una crescita continua di fame e migrazioni, riflessi destabilizzanti sulla geopolitica;
  • Siccità ed eventi meteo estremi sono sempre più frequenti, danneggiano l’agricoltura e determinano dissesti e pericoli per la vita;
  • I livelli di inquinamento dell’aria, delle acque, delle terre risultano drammatici in diverse parti del pianeta, con diffusione estesa di tumori.

Negli ultimi mesi si stanno verificando eventi catastrofici la cui portata è ancora difficile da quantificare: scioglimento dei ghiacciai dell’Artico (la Groenlandia sta perdendo miliardi di tonnellate di ghiaccio), una foresta immensa è andata a fuoco in Siberia (si parla di 50 mila km quadri di boschi andati in fumo (estensione pari alla Svizzera), i mesi di luglio ed agosto sono risultati i più caldi di sempre.

La Calabria è una regione che gode ancora di condizioni ambientali e climatiche favorevoli, ma non si può abbassare la guardia di fronte a fenomeni insostenibili dal punto di vista ambientale; tanto per citarne alcuni:

  • L’inquinamento del mare e delle acque; lungo le coste calabresi ogni estate si ripropone la questione del mare sporco, dei depuratori non funzionanti, delle proteste di cittadini e turisti; interi segmenti di costa sono interdetti alla balneazione eppure c’è gente che si fa il bagno, ignara o irresponsabile;
  • La gestione dei rifiuti ancora molto carente, con numerose città nel degrado assoluto, e ci si dibatte ancora fra discariche legalizzate o abusive, talvolta a cielo aperto in siti di pregio, inceneritori operativi e programmati, una logistica irrazionale pagata a caro prezzo dai cittadini;
  • Gli incendi diffusi e la desertificazione di aree significative del territorio;
  • La gestione inefficiente ed affaristica delle acque, con numerose aree urbane senza acqua potabile; reti di acquedotti caratterizzate da perdite e sprechi, reti di fognature incomplete e obsolete;
  • Ecosistemi naturali visibilmente degradati: fiumare usate come discariche, corsi d’acqua ammorbati, fenomeni franosi diffusi, spiagge erose, foreste assalite da vandali, strutture di cemento orribili, spesso non finite, sparse a macchia di leopardo, aree industriali con impianti fuori norma o abbandonati al degrado, ed impatti inquinanti che hanno reso insalubri intere aree, come nel Crotonese;
  • Rifiuti tossici interrati o gettati in mare da delinquenti senza scrupoli di cui non si conosce ancora la dimensione, la localizzazione, la portata, la misura dei danni sull’ambiente e sulle generazioni future;
  • Consumi energetici oltre misura, inquinamento atmosferico ed acustico determinato dal traffico veicolare al di sopra dei limiti di accettabilità, specialmente in contesti urbani.

Vogliamo uscire da questa palude e fare la nostra parte, pur nel nostro piccolo, nel contesto mondiale. Abbiamo progetti per un ambiente sano in Calabria e per orientare la vita sociale e l’economia verso le migliori pratiche, agire per una convinta conversione ecologica. Il nostro Movimento, 10 IDEE PER LA CALABRIA, sarà sempre in prima fila.

ritaglio di pag. 33 del Quotidiano del Sud, con la pubblicazione dell’articolo
Dai un voto a questo articolo
[Totale: 0 Media: 0]
Condividi su: