Articoli

Calabria, tra letteratura e poesia

Vi è una produzione letteraria in Calabria che, nonostante l’altissimo livello e il suo respiro europeo, sembra relegata nell’oblìo. Come se i giudizi su questa terra, divenuti ormai stereotipi, accomunassero nella damnatio memoriae anche ciò che di positivo esprime questa remota provincia dell’impero. E’ vero che stereotipo non vuol dire falso, non vuol dire che il suo mantra ossessivo non contenga una verità: la sub cultura mafiosa, la diffusa mancanza di senso civico, il disinteresse per ciò che è pubblico. Vero. Sentenze vere che incombono sul nostro vivere come condanna e come colpa, ma che non possono essere, come spesso accade, attribuite e, peggio, accettate come connotato antropologico dei calabresi. Come diceva Einstein, se giudichi un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi su un albero, vivrà eternamente con la sensazione di essere stupido. Calabria è anche cultura. Alta. E’ letteratura, poesia. E’ arte perfettamente inserita nella temperie culturale nazionale e che conduce la gente del sud nel cuore della storia europea, rifuggendo dalla marginalità. Letteratura che esprime il mal di vivere contemporaneo, che è vita essa stessa, inserita e intimamente congiunta com’è, nel travaglio sociale, esistenziale, umano, del nostro tempo.
Sarebbe meraviglioso se questa Calabria fosse inserita nei programmi scolastici, come valido strumento per una lettura diversa del presente.

Condividi su: