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Consultorio di Melito inattivo: cui prodest?

I consultori familiari nascono nel 1975. Se non allora quando?

Sono frutto della presa di coscienza dei diritti di donne, della riflessione sulle fragilità sociali, dell’attenzione agli ultimi e della rivendicazione del diritto alla salute, dei fermenti epocali che avrebbero portato poi alla legge Basaglia, di sensibilità verso la persona da considerare non più numero, non più solo portatore di patologia. Sono una conquista in una parola sola -democratica- un luogo ove si può essere ascoltati e seguiti anche se poveri o diversi senza subire la logica- in altra visione- dello scarto. Roba da anni ‘70, insomma.

Ma ormai è chiaro: la democrazia, come l’amore, non è per sempre. I consultori hanno risentito di carenze legate alla regionalizzazione della sanità, al precariato degli operatori, ai tagli che in tornate successive hanno colpito i diversi settori dell’assistenza. I tempi lunghi della burocrazia, la inefficienza delle strutture in qualche caso fatiscenti, la vulgata per cui chi opera nei consultori è un professionista di serie B, sebbene spesso siano le stesse persone che si incontrano nei più” rassicuranti” ospedali, hanno minato dal di fuori l’opera di attenzione e prevenzione di questa istituzione.

Cui prodest? Non è difficile rispondere a tale domanda molto retorica. Dove falla il pubblico il privato – bontà sua – interviene. E non mi dilungo sul significato e le conseguenze di quello che appare un fatto naturale.

In tempi di emergenza però si possono accettare condizioni normalmente dure da far digerire.

È il caso del consultorio di Melito Porto Salvo che ha una storia particolare.

La struttura nasce nel 2012 in seguito alla chiusura dei reparti di ostetricia e pediatria del Tiberio Evoli. Si tentò così di venire incontro alle esigenze del territorio con una modalità a scartamento ridotto per non lasciare sguarnito un bacino d’utenza di 33.000 persone.

Il Consultorio di Melito P. S. Ha portato avanti i suoi obiettivi divenendo il riferimento, spesso il solo, per varia umanità. Chi non nota gli invisibili al margine della 106 che, in bicicletta, rientrano dai campi? E- mi si permetta- senza la cui opera avremmo vuoti gli scaffali della frutta e della verdura?

Il consultorio non ha certo carenza di richieste. Basti dire che nel 2019 la struttura ha offerto, solo di consulenze ostetriche, più di 4400 prestazioni.

Ma, ahimè! il coronavirus ha colpito basso Melito e la struttura è stata smantellata perché il Tiberi Evoli è stato destinato a presidio antivirus.

Fortunatamente la fase più acuta sembra ormai passata ma di restituire alla cittadinanza un indispensabile servizio di integrazione sociosanitaria non se ne parla. I bisogni delle donne e delle famiglie – così tanto citati nei discorsi della politica- possono attendere.

La longa manus delle sforbiciate agisce senza neanche compiere il gesto del tagliare.

Cui prodest?

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