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DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE O ELENCAZIONE DI PROBLEMI?

In una Regione che vive una condizione di arretratezza insopportabile su temi quali quelli riguardanti i servizi sanitari, la gestione dei rifiuti, il trattamento di reflui, il deficit di infrastrutture logistiche e di mobilità territoriale terrestre, marittima ed aerea, oltreché l’imponente livello di disoccupazione, particolarmente quella giovanile  e delle donne, la Presidente ha colto l’occasione della presentazione formale all’Assemblea consiliare del suo programma di governo per compiacersi del fatto che il New York Times ha dedicato un pezzo giornalistico alla Calabria esaltando, a suo dire, il capovolgimento di uno stereotipo che vede l’Homo Calabricus incurante delle regole e privo di senso civico

Capovolgimento, che ha visto solo lei, capace di suscitare l’epifania di una nuova e qualificata reputazione della Calabria tutta.

La Presidente, in avvio delle sue dichiarazioni programmatiche, ha preannunziato la presentazione di una nuova visione di sviluppo inquadrata in un progetto generale senza poi vi sia stato alcun seguito nel corso del suo intervento.

Ha poi affrontato a volo radente la questione della sanità calabrese soffermandosi sulla brillante –a parer suo– gestione dell’emergenza Covid19 mentre sul futuro, pur avendo detto cose anche condivisibili sul piano del principio in relazione alla necessità di ridurre le liste d’attesa contenere la migrazione sanitaria e la spesa farmaceutica, potenziare la rete dell’emergenza-urgenza, valorizzare le eccellenze cliniche presenti sul territorio, non ha fornito alcuna indicazione sul come e sul quando procedere.

Fare la lista della spesa elencando le inadempienze nell’assistenza domiciliare ed ai disabili, le cure per le patologie tumorali, la necessità di riordino e razionalizzazione della rete dell’assistenza tra Aziende ospedaliere, Aziende sanitarie provinciali e assistenza fornita dai privati è agevole per chiunque; un po’ meno realizzare questi condivisibili obiettivi.

Ciò che nel tempo ormai passato di 4 mesi dalle elezioni è stato invece fatto per invertire la tendenza nel campo della tutela del diritto alla salute fornisce al momento segnali poco rassicuranti.

Di fatto, dopo più di40 gg dalla emanazione del DCA n. 77 del 15/04/2020  nulla è stato riferito in aula in ordine alla eventuale intervenuta stipula di convenzioni con Invitalia S.p.A. a fronte della urgenza di attivare le procedure contemplate dallo stesso decreto che mette in gioco progetti di interventi che riguardano  adeguamenti normativi  e completamenti di strutture esistenti, nuove costruzioni, realizzazione di Case della Salute, efficientamenti energetici, messa in sicurezza e forniture di tecnologie, per cifre che sfiorano il miliardo di euro.

E a proposito degli ospedali Hub programmati nel lontano 2007, dire che le informazioni ricevute dagli uffici regionali che se ne occupano segnalano che “tutto è a posto” e non dare alcuna indicazione di data per il concreto avvio della fase realizzativa, ma solo che le procedure saranno affidate alla gestione di una specifica task force operativa, rappresenta un non senso.

Anche sul welfare e sulle politiche sociali significa davvero poco affermare che diventa essenziale consolidare e qualificare i servizi già esistenti, sviluppandone di nuovi sempre più attenti ai bisogni della persona, in sinergia con gli enti locali ed il Terzo settore.

Anzi, bisognerebbe ricordare alla Presidente quello che è accaduto nella riunione di esordio dell’Assemblea regionale allorquando il Regolamento attuativo adottato sul finire della precedente legislatura, a 20 anni dalla Legge 328, è stato accantonato per la presunta esistenza di gravi criticità.

Il criterio con il quale sono stati trattati anche gli altri argomenti rilevanti della politica regionale quali la  riprogrammazione dei fondi comunitari, il  destino del porto Gioia Tauro come approdo commerciale europeo, il capitale naturale della Calabria da tutelare, la tutela e valorizzazione delle produzioni tradizionali regionali, le esigenze del settore turistico, il rapporto con le istituzioni scolastiche e universitarie, è rimasto ancorato ad un unico registro imperniato sulla semplice elencazione priva di indicazioni operative che lasciassero intendere con quali strumenti, strutture e risorse umane e finanziarie si intenderà operare.

Altri argomenti, quali quelli delle autonomie, delle relazioni con le regioni potenzialmente interessate da un disegno macroregionale, o le questioni della legalità che hanno riguardato e riguardano componenti politiche della sua stessa maggioranza non sono stati nemmeno sfiorati.

Un punto in particolare, infine, merita di essere focalizzato, non tanto per la rilevanza economica quanto per la rilevanza etica e simbolica che sottende, ed è quello che non essendo stato nemmeno inserito nell’o.d.g. dei lavori assembleari è stato inserito fuori sacco quasi al termine di oltre 7 ore di discussione.

Il tema interessato è quello riguardante la rideterminazione e il ricalcolo degli assegni vitalizi

La Regione Calabria, già con la criticatissima legge regionale 31 maggio 2019, n. 13, aveva provveduto alla rideterminazione e ricalcolo degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità in essere, e aveva introdotto l’indennità differita, il trattamento di reversibilità e l’indennità di fine mandato per i consiglieri regionali.

Alla primissima occasione, con un meccanismo che ai più è sembrato di nascondimento – come se si trattasse di un furto, e non lo era– tutti i gruppi –di maggioranza ed opposizione– hanno ritenuto  penalizzante e non rinviabile –neppure di una sola seduta– la questione riguardante la posizione dei consiglieri regionali che, seppure cessati anticipatamente dall’ufficio per annullamento della relativa elezione, hanno comunque espletato a tutti gli effetti il proprio mandato elettorale fino alla sua cessazione.

Detta discriminazione non è apparsa sopportabile e pertanto si è proceduto alla modifica legislativa dell’articolo 7, comma 4 e dell’articolo 16, comma 2 della I.r. n. 13/2019.

Durata della discussione: minuti 2 compresa la votazione;

Esposizione del relatore: non c’è bisogno perché è tutto chiaro;

Alcune volte la forma diventa sostanza e mai lo è stata come per l’approvazione di questo provvedimento dove, per tempistica e modalità di procedere, si è superato ogni limite di decenza.

Per il futuro, speriamo che almeno i gruppi di opposizione assumano comportamenti esteticamente sopportabili, e per l’immediato abbiano l’umiltà di chiedere scusa ai calabresi tutti.

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