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Divide et impera

di Pina Calabrò

Sono molto diffidente quando vengono toccati il sistema scolastico e i suoi programmi.

So che la scuola è un nervo vivo della coesione nazionale e che alcune forze politiche vogliono il popolo bue. Non a caso la deriva dei cosiddetti cambamenti- in peggio- ebbe una stagione d’oro sotto i governi Berlusconi con la riforma Moratti e la trovata della scuola-azienda. I mercanti si cominciavano a contendere i posti nel tempio. Il roboante termine di azienda significò di fatto sottrazione di risorse all’insegnamento.  Ma come non ricordare la trovate della Gelmini che voleva decapitare i manuali scolastici dei capisaldi del pensiero laico: Darwin e Marx. Presto gli insegnanti si sarebbero trovati al Tribunale dell’Inquisizione. Per fortuna ciò non avvenne. La globalizzazione del sapere non lo permise.

L’ultima tornata dissolutoria si presenta accattivante sotto mentite spoglie. Un bellissimo, sfolgorante cavallo di Troia.

L’Educazione Civica è stata di fatto, da sempre, una costola della Storia. In effetti i suoi contenuti ne sono un portato e le due discipline si sviluppano in osmosi.

Non a caso, da sempre, la Disciplina è stata competenza dell’insegnante di Storia.

Ma si sa, gli insegnanti di Lettere sono potenziali sovversivi con quel loro modo di trattare allo stesso modo San Paolo e Giordano Bruno, Dante e Boudelaire.

Così l’Educazione Civica non si cancellerà- apriti cielo- ma si depotenzierà dall’interno.

Le trentatrè ore annue- praticamente una a settimana- saranno distribuite nell’ambito del Consiglio di Classe. Si parla tanto di continuità delle figure docenti e poi, su una disciplina- quella! -, si imposta un bel rondò veneziano.

Già li vedo i miei colleghi irritati e disorientati per il nuovo carico di lavoro affermare che non è nelle loro competenze. E avrebbero ragione.

L’insegnante di Arte dirà che ha solo due ore a settimana per sviluppare il programma e che non ne sarebbe capace. E così gli altri. Come dar loro torto… concorsi,abilitazione, titoli… e poi ti si richiede di insegnare una Disciplina che non ti è mai appartenuta. Ecco come questa onorabilissima Disciplina diventerà un peso da evitare. E così sarà.

I più disponibili faranno quel che viene loro richiesto come una indesiderabile necessità e, per lo più, con disamore.

L’Educazione Civica è una Disciplina palpitante di vita  e di passioni storiche. L’evolversi delle istituzioni è il frutto di lotte, lacrime e sangue, passate al tritatutto della Storia. Non può essere trattata come un semplice dovere burocratico, o, peggio, un orpello noioso e demotivante.

Non conosciamo abbastanza i nostri avversari. La loro furbizia è machiavellica- senza offesa per il grande Niccolò-

Dietro una facciata tirata a lucido covano i vermi della dissoluzione di un così nobile sapere.

Vipere nell’acquasantiera.

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