Articoli

Dopo 158 anni nasce la questione settentrionale

Proprio così. Mentre il Sud muore ed i suoi abitanti lo lasciano morire per colpevole inerzia e complicità, la Lega irrora la penisola dei suoi pseudo corsi di scuola politica, in cui si tratta, tra i vari argomenti, della “Questione settentrionale”. La cosa assurda è che l’argomento viene trattato anche al Sud, forse giusto per ricordare agli elettori leghisti meridionali che la colpa di tutti i mali dell’Italia Settentrionale è proprio il Sud. Tale lavaggio del cervello è tanto più importante in un periodo in cui la ricerca nei polverosi archivi dello Stato sta facendo emergere in maniera chiara ed incontrovertibile 1a verità storica sui motivi economici dell’aggressione del Piemonte nei confronti di tutti gli altri Stati della penisola e dei raggiri diplomatici orditi in questa direzione dalla Francia e dall’Inghilterra. E al nord sanno che questa presa di coscienza sta facendo sviluppare in parte delle popolazioni meridionali degli atteggiamenti, quali il comprasud, che stanno iniziando a generare seri danni economici all’industria settentrionale basata da 158 anni sulla presenza di una colonia interna di meri consumatori. Piuttosto che sentire il punto di vista dei loro sfruttatori, gli elettori meridionali della Lega (i complici dei colonizzatori) farebbero bene a leggere le opere di grandi meridionalisti quali Gramsci, Salvemini e Zitara. Opere che però bisognerebbe far leggere anche a chi, servo da 70 anni del potere tosco-emiliano, si rifiuta di leggerle (gli inerti presuntuosi che citano spesso Gramsci senza averne mai letto un rigo) fidandosi di quanto scritto su ridicoli testi scolastici di storia redatti da storici salariati dai vincitori. Solo riconquistando la dignità della nostra storia e la consapevolezza dei motivi che hanno portato la Calabria ad essere una delle regioni più povere d’Europa, cioè acquisendo una moderna e antiideologica visione dei fatti, è possibile trovare le soluzioni per un suo riscatto sociale ed economico, con conseguente estinzione dei complici e degli inerti filosofi che la popolano.

Roberto Longo

Dai un voto a questo articolo
[Totale: 1 Media: 5]
Condividi su: