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E se Cenerentola volesse essere principessa? Elezioni regionali: parla il prof. Domenico Gattuso coordinatore del movimento 10 idee per la Calabria

tratto da Alganenews.

È Cenerentola per antonomasia. Fanalino di coda nelle classifiche nazionali e internazionali.
La Calabria,regione che non teme imitazioni perché nessuno vuole imitarla.
Cenerentola sporca della fuliggine del malaffare,stracciata nelle vesti da latrocini storicamente ormai condonati, ferita da fuoco amico e nemico, ostaggio di invasori di ogni risma e colore.
Cenerentola nel salutare figli delusi in valigie negli anni diverse a contenere sempre lo stesso dolore e la stessa frustrazione.
Cenerentola derisa e irrisa nella sua Storia, nelle sue tradizioni, nel suo DNA da chi oggi le dichiara il suo amore fedifrago e vorrebbe giacere con lei chiamandola Sud e al contempo pensando al Nord.
Cenerentola in balía dei soliti noti che cambiano pelle sapendo che il Potere deve fare la muta per perpetuarsi.
Cenerentola e le elezioni regionali. Non alza il capo, guarda desolata il suo mondo sperduto in un atavico immobilismo, guarda i centurioni spartirsi a tavolino ,secondo calcoli triti, le sue vesti. Non alza il capo e sa che non lo farà neppure il giorno in cui con un lapis dovrà barrare una X nella cabina elettorale.

“Gattopardismo” lo hanno chiamato. Un male incurabile che alle sue latitudini è divenuto mortale cagionando il virus della rassegnazione.

Poi il 25 aprile 2019 un drappello di uomini e donne comincia a parlare di “Nuova Resistenza”. Nel giorno della festa della Liberazione in Calabria nasce un movimento ”10 idee per la Calabria”. Nel loro appello lanciato sui media la vocazione a fare spirare un vento nuovo. Cento sottoscrittori appartenenti alla società civile con il desiderio non più celato di dare una speranza a una terra martoriata da ‘ndrangheta, disoccupazione e malfunzionamento dei servizi.
Fra i sottoscrittori di quel manifesto a fianco di professionisti, lavoratori, pensionati e studenti, l’imprenditore del tonno Pippo Callipo oggi a capo di una coalizione composta da liste civiche e Pd scesi nell’agone elettorale.

Alganews ha raggiunto il Professore Domenico Gattuso ordinario di ingegneria dei trasporti presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Coordinatore di 10 Idee per la Calabria.
Il professore delinea un quadro drammatico della regione.

La Calabria sta andando alla deriva. L’amministrazione della regione è stata fallimentare peggiorando sotto tutti i punti di vista la situazione sociale. Il pericolo è che, nell’alternanza dei ruoli politici si passi con disinvoltura dal centro sinistra al centro destra. In quest’ultimo caso note dolenti perché il centro destra oltre ad essere caratterizzato da un ceto politico già sperimentato perché parliamo delle truppe dell’ex presidente Scopelliti, è composto da esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia che hanno avuto già il loro momento perché hanno governato questa regione e ne hanno determinato il massacro prima di questa legislatura. Il pensiero che questa gente torni di nuovo al potere è un pericolo da cui rifuggire. Il movimento sin dal suo nascere si poneva un obiettivo ambizioso: frenare questa avanzata, dare un messaggio ai calabresi: – non tiriamoci sempre indietro con le solite frasi “la politica è sporca, non cambierà mai niente , non c’è niente da fare”. Non volevamo più essere “Vittime predestinate”. La logica del movimento era : mettiamoci in gioco.
Il pericolo è divenuto più serio nel momento in cui si è visto che a giocare la partita non c’era più solo la destra tradizionale ma si aggiungeva una componente connotata da razzismo, xenofobia, violenta nel linguaggio,pregna del cosiddetto “salvinismo”, guidata da un personaggio capace di parlare alla pancia della gente. Abbiamo cominciato a vedere che questa tipologia di fare politica attecchiva in Sardegna, in Abruzzo in contesti amministrativi del centro e del sud Italia e, a maggior ragione, ci siamo preoccupati noi con le elezioni imminenti. Abbiamo ritenuto che l’esperienza calabrese potesse essere una esperienza laboratorio, perchè non vogliamo più fare le vittime. Sì voleva dare spazio alla società civile, sostituire il vecchio ceto politico e affermare valori da attualizzare ma sicuramente sempre presenti: i principi contenuti nella Costituzione”.

Al vostro fianco, quindi, sin da subito c’è stato Pippo Callipo?

“L’imprenditore Pippo Callipo che io già conoscevo per ragioni di studio e di attività sociale, aveva apprezzato l’iniziativa e aveva deciso di supportarla. Ci eravamo incontrati in varie occasioni. Lui stava per aprire una nuova struttura imprenditoriale per la lavorazione del freddo a Gioia Tauro, nel porto in cui pare che nessuna impresa riesca ad attecchire. Lui, invece, ci stava scommettendo. All’inizio eravamo solo un piccolo gruppo. Ben presto l’idea si è espansa come tanti cerchi concentrici ”

Quando Callipo è divenuto il vostro candidato ideale alla Presidenza della Regione Calabria?

Pippo Callipo è sempre stato il candidato designato da 10 Idee per la Calabria. Ad un certo punto abbiamo chiesto a lui che era la persona più nota e autorevole di mettersi in gioco come nostro potenziale candidato. Egli ha dato questa disponibilità. Si sono aperti dei contatti con il PD e con i Cinque Stelle perché essendo realisti e pragmatici si è ritenuto doversi confrontare anche con queste due forze. Ai Cinque Stelle abbiamo chiesto di proporsi come forza di rinnovamento perché avevano avuto un voto esplosivo alle politiche del 2018 proprio in Calabria in quanto una grossa fetta di elettorato aveva votato per loro. Abbiamo chiesto di mettere in campo le figure migliori di loro aderenti perché tra le loro fila ci sono soggetti davvero capaci e di valore. Al PD abbiamo chiesto un rinnovamento totale, di non candidare persone che avevano ricoperto in regione un ruolo istituzionale o che avevano avuto problemi con la giustizia. Tenendo conto che in Calabria il PD si era indebolito con la scissione dal presidente uscente, i Cinque Stelle avevano serie difficoltà , abbiamo pensato fosse una opportunità irrinunciabile proporre questa idea di coalizione. C’ era stata in verità la prima esperienza laboratorio in Umbria. L’esperimento nazionale che Zingaretti e Di Maio avevano pensato di replicare su base regionale. Probabilmente l’operazione in Umbria era stata sottovalutata perché già la destra governava nei comuni e non c’ era un movimento civico come il nostro . Non c’ era un candidato civico dello spessore di Callipo e quindi l,’ alleanza non ha sortito gli effetti sperati.”

In questa tornata elettorale in Calabria i Cinque Stelle al momento sembra abbiano deciso di competere autonomamente, non scegliendo Callipo quale candidato governatore che pure in origine contava di notevole credito fra i pentastellati. Che chiave di lettura si sente di dare alla posizione dei Cinque Stelle?

In Calabria i Cinque Stelle hanno fatto un errore di fondo, quello di ritenere che l’ approccio dell’Umbria li avrebbe penalizzati anche in altre regioni. Stanno vivendo, probabilmente, un periodo travagliato a diversi livelli tanto da avere messo in discussione la stessa leadership di Di Maio.”

E la posizione del PD dopo la chiusura nei confronti del presidente uscente, il piddino Oliverio?

Il PD,al pari dei Cinque Stelle sta vivendo i suoi travagli. La componente che fa capo a Oliverio si è vista sbarrare la strada dai vertici regionali e nazionali del partito teso al rinnovamento. Gli è stato chiesto di mettersi da parte, di fare un atto di generosità in quanto i risultati amministrativi erano stati deludenti. Quello che è avvenuto è stato strabiliante perché lui anziché farsi da parte si è proposto di ricandidarsi proponendosi a capo di una lista propria. Per questo stallo si sono persi mesi preziosi per arrivare a una coalizione.
La stasi era defatigante. Il tira e molla logorava e stava logorando anche il nostro movimento. Noi , tuttavia, abbiamo continuato sempre a sostenere che il rinnovamento della classe dirigente passava dal rinnovamento delle liste elettorali e dei programmi. Ad oggi abbiamo un candidato Callipo espressione del mondo civico, sostenuto anche dal PD che è diventato un fenomeno esplosivo e tutti i media ne parlano. Ci sono le liste civiche, c’è un PD che galvanizzato adesso dall’ effetto traino dell’entusiasmo che il nome di Callipo ha innescato, potrebbe addirittura recuperare elettorato. Non escludiamo che i Cinque Stelle possano fare un passo indietro e si ricompongano in questa coalizione che potrebbe battagliare seriamente, ottenere risultati o addirittura vincere contro una destra che al momento non ha ancora formalizzato la scelta del suo candidato a presidente. Per il momento l’ esperimento è significativo e di valenza nazionale . Questa è la strada giusta: mettere insieme persone di qualità, che hanno una storia pulita, limpida, magari hanno lottato una vita e si sono sacrificati in silenzio, hanno lavorato nel sociale, hanno messo a disposizione le loro competenze per la collettività, facendo sempre un passo indietro piuttosto che uno avanti quando si trattava di emergere politicamente. Stavolta decidono di non fare un passo indietro perché quel passo indietro significa la rovina per la regione. Stavolta facciamo tutti un passo avanti. Il passo indietro lo devono fare quelli che hanno giocato con le nostre vite portandoci allo stato un cui siamo.”

Perché una persona come Callipo si rimette in ballo per la politica regionale?

Callipo oltre che essere un eccellente Imprenditore, non lo dico io, basta vedere i risultati, è una persona di grande sensibilità. È partito da quasi nulla, e ora ha delle aziende consolidate, esporta in tutto il mondo. Ha una caratteristica singolare: è una persona di una umanità straordinaria. È una persona che ha scelto di vivere in Calabria. È una persona che sente il legame con le sue radici, che vede in questo territorio delle potenzialità straordinarie però mortificate . L’umanità di Callipo è emersa nel momento in cui le pressioni dei cittadini sono divenute tante e anche quelle del nostro movimento in cui donne, uomini gli hanno detto :- tu hai ridato speranza, rappresenti un simbolo , con ”Io Resto in Calabria”, lista civica ancora oggi in campo a sostenerlo.
Questa è una regione che sta depauperando non solo le sue risorse ma anche la presenza delle persone. Stanno andando via in tantissimi. Non solo giovani.Il fattore emotivo ha inciso parecchio, quindi, in questa scelta di Callipo”

Una lampadina con dieci raggi ? Simboli di cosa?

Un logo realizzato da un ragazzo costretto per affermare se stesso nel mondo del lavoro ad andare via subito dopo la laurea. Una lampadina con 10 raggi con un obiettivo di fondo : dare un messaggio. Dieci idee sono più che sufficienti ma devono essere dieci idee di alto valore, di qualità, idee che la gente riesca a percepire come fattibili e concrete. È vero che le idee possono essere molte di più ma abbiamo lanciato la sfida: andare oltre i programmi e presentare, invece realistici e realizzabili progetti”
In Calabria c’ è una norma che penalizza la vita democratica della regione. Sussiste una soglia di sbarramento all’8 per cento per potere portare un consigliere in sede regionale. Questo significa tagliare le gambe alle minoranze. Una forza politica che già sa di non potere raggiungere l’ otto per cento è tagliata fuori. Sì riduce la passione politica di chi sa in partenza di avere poche chance. Sì favorisce il non voto. È un imperativo concorrere per modificare questa soglia di rappresentanza. E quindi da questo punto di vista vediamo positivamente l’espressione delle sardine. Loro dicono che non vogliono fare politica ma chiedono rappresentanza. La rappresentanza deve però essere possibile e di qualità. Quindi anche queste barriere devono essere superate. E occorre esserci con le nostre storie, le nostre battaglie,non bastano più solo le parole.

Adesso che c’è in Calabria una coalizione in cui una delle componenti è il PD ci sarà una pressione da parte del movimento 10 idee per la Calabria per una rivisitazione dell’ autonomia differenziata?

“Certamente. Noi vogliamo parlare di equilibrio delle risorse e di una fase transitoria di riequilibrio.
La nostra è una regione che soffre inique distorsioni negli ultimi trent’anni .Risorse concentrate a nord , investimenti solo a nord, tutta una serie di elementi che molti nostri aderenti meridionalisti ma democratici convinti, hanno sempre affermato. Il sud va rilanciato e se si rilancia il sud si rilancia l’ Italia. Per essere equilibrati occorre avere riequilibrato la distorsione degli ultimi decenni. Avere investimenti per centinaia di miliardi , nei trasporti ad esempio su alta velocità pare siano stati investiti circa 130 miliardi , non esclude che a sud di Alta velocità non ne abbiamo mai vista, né è dato ravvisare alcun miglioramento del sistema delle ferrovie, dei porti, degli aeroporti. 130 miliardi di investimenti al Nord contro 4 miliardi a sud. Una discriminazione terribile . Eppure il sud ha un peso demografico non indifferente. Ci aspetteremmo che molte delle risorse venissero investite nel meridione. Abbiamo bisogno per un periodo transitorio di avere più risorse. Non il 34 per cento attuale ma almeno il 40 per cento per qualche anno in modo da recuperare il gap con le regioni del Nord. Occorre recuperare il gap e poi dar vita all’ equilibrio fra le varie regioni e i vari territori che non vuol dire un riequilibrio demografico perché se abbiamo delle sacche che sono molto sofferenti all’interno della regione dobbiamo intervenire anche se questa è poco popolata”

Siete stati i primi in vista delle prossime regionali a lanciare un documento: analisi del sangue dei candidati. Cosa avete voluto dire?

”Qualcuno non ha amato molto questa definizione. Noi in sostanza abbiamo detto: la nostra è una regione dove la credibilità si gioca ad alto livello. Una regione con un alto tasso di criminalità, dove la ‘ndrangheta condiziona la politica. Noi crediamo di avere dei candidati trasparenti. Hanno delle storie, sono conosciuti ma siamo disponibili a mettere sul tavolo la lista dei candidati perché anche gli altri possano controllarne la qualità da tutti i punti di vista: competenze, storia, immagine, lavoro nel sociale, attivismo ma anche dal punto di vista della legalità. Siamo pronti a farlo ma chiediamo che anche gli altri membri della coalizione facciano altrettanto. In una composizione di forze di coalizione noi garantiamo per noi ma vorremmo anche essere garantiti dai nostri alleati.”

Con le altre liste civiche al momento concorrenti come vi ponete?

La situazione è un po’ particolare. Sono nate due liste civiche con strutture verticistiche. In Calabria ribadisco, se ho una lista e non sono in coalizione la soglia di sbarramento è dell’otto per cento. L’otto per cento è durissimo da raggiungere con una nuova formazione che si presenta per la prima volta. Comunque sono nate due liste, una più progressista e una un po’ più conservatrice, Tansi e Nucera. Noi crediamo che bisogna partire dalle persone non “dalla persona”. Basta con il leaderismo sfrenato.

Cosa si aspettano Domenico Gattuso e il Movimento 10 idee per la Calabria da queste regionali ?

Quello che mi aspetto e ci aspettiamo ha due estremi: un minimo e un massimo.
Il minimo è portare a casa un risultato. Dare l’ idea ai cittadini che le battaglie si possono anche vincere. Molto spesso chi fa battaglie ideali viene martirizzato. Io frequento giovani nell’ambiente universitario ho fatto battaglie per le ferrovie, i trasporti e vedo che spesso subentra la rassegnazione. Non vincere le battaglie porta alla fine a non credere più a nulla. Ottenere un risultato e collocare persone di qualità in consiglio regionale può significare che abbiamo iniziato la scalata e non ci ferma nessuno perché siamo capaci , determinati e abbiamo un seguito. La Calabria non la cederemo a nessuno. Il massimo sarebbe vedere una regione finalmente governata da persone valide , senza interessi personali. Un sogno , un bel sogno. Un presidente come Callipo potrebbe aprire scenari inimmaginabili e questo farebbe scattare responsabilità. ”Dare” e non più ”Prendere”. Questo è il massimo. La politica che ”dà” in termini di sacrificio e abnegazione. Non in termini di favori. La Calabria rivuole diritti.”

Forse dal 26 gennaio in poi Cenerentola, se gli elettori lo vorranno, potrà trasformarsi in Principessa.

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