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Elezioni in Calabria: lettera aperta a un probabile astenuto

Mala  tempora currunt, sed peiora parantur? Ricordo ancora il mio professore di lettere alla scuola media, quando a fine quadrimestre di una Scuola che era Buona nel senso di Valida, ci guardava in faccia e ci ripeteva questa frase a voler essere un anatema ed al contempo uno sprone.
Letteralmente “STANNO PASSANDO BRUTTI TEMPI MA SE NE PREPARANO DI PEGGIORI?
I latini collocavano a fine frase il punto interrogativo.
Non volevano sminuire il potere del destino capace di ribaltare ogni pronostico.
Anche a me piace collocare il punto dell’incognita a fine di un brocardo che altrimenti sarebbe devastante in tutta la sua portata di negatività e pessimistica visione del domani.
È un domani che potrei collocare fra 24 ore o al 26 di gennaio prossimo.
Se mi limitassi a fare una disamina “fotografica” della situazione socio politica della nostra terra a 12 giorni dal voto sono queste le cose che vedrei:

  • Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, e satellitini di destra nel solito valzer del c’eravamo tanto amati…poi ci siamo separati…poi ci amiamo ancora ad usum elettorale e vai, quindi, con il “Tutti insieme appassionatamente”, in una danza gattopardesca che ahimè non vede mutare neppure, da decenni, i danzatori. A dispetto delle sporadiche sortite salviniane, un carrozzone anacronistico che ventila novità che a volte hanno il sapore retrò di cose irrimediabilmente perdute anche per colpa di chi oggi se ne fa paladino, e a volte hanno il sapore di qualcosa di indigesto, (sortite, proposte, programmi) qualcosa che i calabresi non dovrebbero digerire neppure con scorte illimitate di Maalox.
  • Vedrei Slogan di autoinvestiti candidati governatori. Ne vedo a iosa.  Ne ascolto a bizzeffe. E sorrido. Non sorniona come un gatto soddisfatto. Ma un riso amaro di chi, pur non avendone fatta neppure una, ha visto polverizzate tutte le battaglie civili per il riconoscimento di Diritti fatte dal dopoguerra in poi. Riso amaro di chi ha visto dileggiata la Costituzione. Ha visto mortificato il Lavoro. Declassificata la Cultura. Depauperata l’arte. Mercificata la sanità. Tacitata la verità. Mistificata la realtà.
  • Vedrei un Movimento cinque stelle smarrito. Per alcuni, a livello nazionale ancora la novità, per altri l’Inferno in terra. Un’incognita. E come per ogni aspetto della vita che non si conosce o riconosce sussistono resistenze, paure. Ovviamente un movimento variegato per espressioni di umanità così diverse e spesso distanti fra loro. Incongruenze? Tante. Perplessità? Infinite.

Questo è la fotografia che ho davanti… E quella che vede almeno il 50 per cento dell’elettorato calabrese, quello “non arruolato” nelle fila di partito.
Mentre imperterrita la Propaganda (chiamiamo le cose con il loro nome, in tempo di regime) continua a vilipendere il Popolo calabrese con il tempo di verbo preferito dalla Politica: il Futuro!
Così i Faremo…aboliremo, ripristineremo, … E come direbbe (condizionale d’obbligo) il mio corregionale Politico di Esperienza Cetto La Qualunque: CCHIU’ PILU PI TUTTI!!!
Ma vogliamo continuare ancora a guardare una fotografia? Dai colori conosciuti, dalle facce conosciute, dai pensieri conosciuti?
C’è una possibilità. No, non è l’ASTENSIONE.
Non è quello schifo verso chi ci rappresenta o potrebbe rappresentarci che ci fa rimanere a casa, chiusi nella indifferenza. Le scelte degli altri, quelle di una sparuta minoranza, ci perseguiterebbero ancora.
Proviamo a guardare un’altra foto. Quella con un uomo che sorride. Mentre gli altri stanno nel chiuso dei talkshow, lui gira fra la gente, stringe le mani e guarda negli occhi. Guardiamo la foto di un uomo che in Calabria ha creato e non ha distrutto, ha donato e non ha preso. E oggi ci mette la faccia dicendo forte: io resto!
Non usa verbi al futuro. Usa il presente. Il suo, nostro e quello dei nostri figli.
Entriamo anche noi in questa Foto.
Voglio sviscerare l’anima che alimenta il vivere. Per questo VOTO.
E voterò per scardinare questo sistema di Potere.
Voterò con questa legge elettorale regionale ingiusta che mi ha impedito di esserci in prima persona, perché non voglio che a decidere per me e per i miei figli sia uno sparuto gruppo di farabutti che si crogiola nell’alibi dell’astensionismo per dettare leggi ingiuste ed antidemocratiche, con il dieci per cento del consenso.
Voterò e cercherò stavolta di essere un cecchino, preciso, spietato.
Userò il mio voto per rompere i meccanismi perversi dell’inciucio e del Favore. E non lo disperderò.
Perché dopo avere scardinato un Sistema consolidato, occorrerà ricostruire.
E io alla domanda degli antichi romani “Mala tempora currunt, sed peiora parantur?”, voglio rispondere: NO!

Credo nel mantra: Io Resto in Calabria

Con #PippoCallipopresidenteperlaCalabria

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