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In Calabria standard europei del trasporto ferroviario

Frecce ferroviarie. Lettera aperta al Presidente della regione Calabria

di Domenico Gattuso. Pubblicato a pag. 8 del Quotidiano del Sud, edizione Reggio Calabria, dell’8 settembre 2019

Ho ricevuto la seguente mail da parte Tua, caro Governatore della Calabria. Quale onore!

Sono lieto di invitarTi venerdì 6 settembre pv, ore 11, al Centro di Eccellenza di Corigliano Scalo,…, alla Conferenza Stampa di presentazione del Servizio Alta Velocità Frecciargento. Nell’attesa di incontrarTi, porgo cordiali saluti.

Grazie Presidente, ma ho molte perplessità. Permettimi di esprimerne  alcune in questa lettera.

  1. Nel corso degli ultimi 15 anni la Calabria ha perso decine di treni a media e lunga percorrenza; sono spariti i treni che collegavano la Calabria a Milano, Torino, Venezia, treni cuccetta, treni con auto al seguito; la linea ionica è stata completamente abbandonata; e oggi la gente di Calabria viaggia in pulman in condizioni vergognose, in spazi angusti per 1500 km, per 12-15 ore, quasi sempre di notte; abbiamo protestato tanto e invano.
  2. I servizi regionali sono da terzo mondo; dopo i tuoi predecessori anche tu avevi promesso una rivoluzione; ci hai raccontato di un piano di trasporto pubblico rivoluzionario, un sistema integrato treno-bus efficiente, e ti sei spinto a prefigurare fino a 30 treni regionali nuovi, una linea ionica superveloce, elettrificazione dell’intera rete, affidandoti a quei buontemponi delle FS. Sono passati ben 28 mesi dalla firma dell’Accordo quadro con il ministro Del Rio e RFI, ma di risultati non se ne vedono. I treni sono ancora quelli vecchi e i disagi vissuti dai viaggiatori sono innumerevoli; le associazioni ti hanno informato con migliaia di messaggi mail, con petizioni popolari e raccolta di firme. cui non hai mai dato risposte. 
  3. Le risorse per il TPL regionali sono scarse, è vero; sarebbe stata cosa saggia avanzare una forte rivendicazione in sede di governo centrale per poter cambiare musica, invece ti sei accontentato di amministrare quel poco che c’è (e che nel tempo diminuisce) in ordinaria amministrazione.
  4. In termini di trasporto ferroviario ci hai proposto grandi campagne pubblicitarie, ma ben scarni risultati:  un Frecciarossa  Reggio – Napoli dirottato su Roma per ridurre di mezz’ora il tempo di viaggio ai calabresi diretti a Roma, togliendolo a quelli diretti a Napoli, costretti a perdere un’ora rispetto a prima; la fermata “virtuale” dell’aeroporto di Lamezia Terme, lo shuttle innovativo per l’aeroporto di Lamezia che si è rivelato un bluff, la velocizzazione della linea ionica, su cui si viaggia più lenti di prima e con frequenti guasti di impianto. Ed ora il Frecciargento Sibari-Bolzano (per inciso, fa sorridere il tuo manifesto secondo cui il percorso in Trentino Alto Adige toccherebbe le stazioni di Trento, Rovereto e Bolzano nell’ordine).
  5. Avremmo immaginato di tutto sulla lunga percorrenza:  il ripristino dei treni ionici tipo Crotone – Milano, il ripristino dei treni cuccetta su Torino e Venezia, la moltiplicazione dei treni veloci Reggio – Roma, il raddoppio delle corse dell’Intercity Reggio –Taranto lungo la ionica, attestandolo a Bari (40 anni fa c’erano due coppie di rapidi ed erano molto frequentati). Invece ci presenti un treno Sibari-Paola- Bolzano, per il quale hai destinato risorse piuttosto consistenti che rischiano di essere sprecate.
  6. Quest’ultima operazione non mi pare una scelta felice: a) si parla di servizio ad Alta Velocità (300-400 km/h), ma non è così e lo sai bene (da Napoli in giù l’alta velocità non esiste e da Paola a Sibari neppure la velocità); b) il treno (unica corsa giornaliera)  pescherà utenza in un bacino di limitata ampiezza (la Sibaritide) e non sarà accessibile alle popolazioni ioniche (non ci sono treni regionali di raccordo né verso Crotone né verso Trebisacce, in rapporto ad orari infelici); c) non sarà accessibile ai cittadini dell’importante agglomerazione Cosenza-Rende; d) una linea che scende verso Sud (da Sibari verso Paola) per poi risalire la penisola lungo il Tirreno non è proprio una soluzione ottimale per un Freccia; e) Sibari non è dotata di binari specializzati per la manutenzione di questo tipo di treni, necessaria per il controllo giornaliero dei pantografi e delle strutture di bordo necessarie al funzionamento dei servizi accessori; sarebbero state forse più praticabili ed efficaci altre soluzioni, come un prolungamento di corsa di treni (con opportuni correttivi di orario) lungo la dorsale adriatica per il Nord o del già operativo Frecciarossa Roma-Metaponto, magari attestando il terminale Sud a Crotone.
  7. Sia chiaro che non diciamo no ad un treno recuperato; anche se siamo ancora ben lontani dagli standard dignitosi e dal recupero dei numerosi treni cancellati da Moretti e company, non ci possiamo permettere di sputarci sopra, ma se proprio dobbiamo tenerci questa strana creatura,  perché non renderla più efficace?  Per ovviare alle problematiche tecniche e di pulizia giornaliere, per consentire risparmi di tempo e mezzi, il servizio potrebbe essere operato anziché con ETR 600, con materiale rotabile di ultima generazione (carrozze trainate da locomotore E 464) in grado di viaggiare a 160 km/h come già avviene sulla relazione Roma-Sicilia; si potrebbe attivare una fermata per servire la conurbazione cosentino-rendese, adattando opportunamente la stazione di Montalto Uffugo; si potrebbero modificare gli orari di partenza ed arrivo a Sibari, in modo da permettere la coincidenza con treni regionali ionici provenienti da Crotone e da Trebisacce.
  8. Se fra Roma e Bologna viaggiano ogni giorno 160 treni TAV perché accontentarsi di un Frecciargento, acuendo le tensioni anche fra le diverse province,  e non pretendere  24 treni Intercity moderni dalla Calabria alla capitale. Non siamo italiani anche noi?

Presidente, siamo stanchi di proclami e passerelle. Evita operazioni che sanno tanto di campagna elettorale. Abbiamo fatto oltre 40 manifestazioni pubbliche nel corso degli ultimi 5 anni in tutta la regione. Ne faremo un’altra ancora il prossimo 21 Settembre e non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto una condizione soddisfacente e su standard europei del trasporto ferroviario in Calabria. Noi non chiediamo miracoli, VOGLIAMO SOLO IL GIUSTO.

Ringrazio ancora per il Tuo invito. Voglio ricambiare la Tua cortesia: ti invito in piazza il 21 settembre a Catanzaro Lido (ore 11) a sentire le nostre ragioni e le nostre proposte?

Gattuso Domenico (CIUFER, 10 Idee per la Calabria)

estratto pag. 8 del Quotidiano del Sud, edizione Reggio Calabria dell’8 settembre 2019
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