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La Destra prova a prendersi il Paese

di Domenico Talia – Il Quotidiano del Sud ed. RC pag. 1,33 (Commenti)

«Il 2019 sarà un anno bellissimo.» Questa affermazione fatta dal Premier (sfiduciato) Conte nel febbraio scorso forse spiega, più di tante altre dichiarazioni – surreali e dilettantesche – che abbiamo ascoltato dai rappresentati del governo giallo-verde, la spregiudicatezza e l’incapacità di comprendere quello che stava accadendo da parte del Premier e della componente grillina del Governo. Un esecutivo che fin dalla sua formazione è stato saldamente nelle mani del rappresentante della minoranza governativa che aveva siglato un contratto di governo avendo avuto soltanto il 17% dei voti. Un vice-Premier che ha lavorato, con successo, per erodere il consenso del movimento che era il contraente di maggioranza. Mentre adesso parla e agisce come se il fallimento del suo Governo non gli appartenesse per nulla.

A dispetto delle dichiarazioni di Conte e dei ministri pentastellati, non è difficile affermare che il governo che sta per finire la sua avventura è stato l’esecutivo più a destra che l’Italia ha avuto dalla proclamazione della Repubblica a oggi. Per sostanziare questa tesi si potrebbero citare molti esempi. Quello della recente approvazione del decreto “Sicurezza bis”, un provvedimento liberticida e disumano, a evidente rischio d’incostituzionalità, non dovrebbe lasciare dubbi in proposito. Il dilettantismo politico di Luigi Di Maio e dei suoi ministri hanno reso possibile una svolta a destra dell’Italia di cui non era stato capace neanche il Berlusconi più forte.

L’ultima mossa di sfiduciare Conte e chiedere le elezioni anticipate è il naturale sbocco della cavalcata politica di Salvini che gli ha permesso di vampirizzare il Movimento di Grillo e raddoppiare i suoi consensi nel Paese, passando dal 17% a oltre il 35% (almeno questo dicono i sondaggi). Il Matteo Secondo (del Primo abbiamo solo tracce per le polemiche nei confronti del segretario del suo partito) tenta adesso l’azzardo. Si vuole prendere l’Italia. Non sa più che farsene di un Conte dimezzato e vuole essere il nuovo Capo del Governo spostando ancora più a destra gli equilibri politici italiani. Nella peggiore delle ipotesi, la sua forzatura porterà a un governo di tecnici e così lui non sarà costretto a intestarsi una manovra finanziaria che gli farebbe perdere molti consensi.

Per mano della nuova Lega, la destra politica italiana sta provando a prendersi il Paese. Lo fa da una prospettiva razzista, reazionaria, anti-europea, praticando un linguaggio politico rozzo e volgare e avendo alleanze internazionali imbarazzanti e destabilizzanti. Una neo-destra intollerante e xenofoba con diversi scheletri negli armadi. Una destra che spinge per l’autonomia differenziata che premia i suoi elettori del Nord ricco utilizzando anche i voti dei neo-leghisti meridionali. Una nuova destra che piace molto ai neo-fascisti e che investe sulla paura degli italiani, solleticando i loro più reconditi sentimenti populisti e nazionalisti. È questa una possibile prospettiva per l’Italia del 2020. Vorranno questo gli italiani? Sapranno i partiti di centro-sinistra essere all’altezza di questa sfida? Saprà il Movimento 5 Stelle, guidato da un leader confuso e in caduta libera, rispondere a questa prova?

Un personaggio chiave in questa vicenda è il Presidente della Repubblica. La sua guida silenziosa potrà essere determinante nel mantenere il Paese sul crinale della democrazia inclusiva ed europea. Nella partita che sta giocando Salvini c’è ovviamente anche la futura elezione del Capo dello Stato che dovrà succedere a Matterella. Un Parlamento saldamente in mano della destra estrema vorrà eleggere un Presidente che sarà del tutto lontano dalle posizioni istituzionali che ha praticato l’attuale ospite del Quirinale.

Gli esiti dello scontro politico che il Capitano della Lega ha fatto partire giovedì otto agosto determineranno i prossimi anni dell’Italia. Non è dato sapere quanti siano i politici attualmente in campo ad avere contezza della reale posta in palio e soprattutto non è chiaro quanto questa posta sia evidente alla gran parte degli italiani che in queste settimane osannano, anche sulle spiagge e nelle discoteche, il nuovo capopopolo. I giorni e le settimane che verranno saranno cruciali per il futuro prossimo degli italiani e per il ruolo dell’Italia nello scenario europeo e internazionale. Forse il disegno evocato nei mesi scorsi da Steve Bannon si sta per realizzare. Quell’ibrido inedito di un’Italia di estrema destra, ma allo stesso tempo alleata di Putin e nemica di Bruxelles, potrebbe vedere la luce e agire da destabilizzante nella scena geo-politica mondiale. Gli italiani e i loro rappresentanti politici farebbero bene a chiarirsi le idee prima che tutto questo si realizzi. Dopo sarebbe troppo tardi per pentirsi.

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