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La miglior difesa è l’attacco, ovvero il video della discordia

di Mary Critelli

Lo show che ha messo in scena Beppe Grillo sul suo profilo per difendere il proprio figlio indagato per stupro è fuori da ogni logica e buon senso. Davvero al peggio non c’è mai fine. Il peggio che potesse fare un personaggio pubblico e un politico sul tema della lotta alla violenza maschile contro le donne.
“Sono solo ragazzi. Si stavano solo divertendo”.
È stata lei a provocare”.
“Era ubriaca”.
“E perché non ha denunciato subito?”.
Queste sono solo alcune delle svilenti frasi che sono uscite dalla sua bocca, le stesse che vengono rivolte alle donne ogniqualvolta denunciano una violenza sessuale.
Beppe Grillo, leader e “garante” del Movimento 5 Stelle, ha esternato il peggio di una società patriarcale e sessista!
E ancora più squallido è stato usare il suo potere mediatico e politico per tentare di assolvere suo figlio sostituendosi ai giudici e non rispettando i luoghi consoni della giustizia.
Con il suo solito modus operandi, (quello che ricordiamo tutti, quello del vaffa) trasforma il suo spazio in un tribunale nel quale la vittima diventa colpevole, rea di aver provocato, una bugiarda, una che se l’è cercata!
Il ‘victim blaming’ fatto sulla pelle della vittima e non sui presunti stupratori, a maggior ragione se uno di quei presunti stupratori è il ragazzo viziato e borioso, figlio dell’ex guitto.
Forse non rammenta Grillo che sono migliaia le donne che non hanno mai denunciato e se non lo hanno fatto è perché il mondo è pieno di persone pronte, come lui, a puntare il dito sulla vittima e a stigmatizzare la donna, capovolgendo i ruoli della vittima e del carnefice.
Non ricorda il leader di 5 Stelle che c’è stato un prolungamento per sporgere denuncia in caso di violenza sessuale e che adesso la legge prevede il termine di 12 mesi.
D’ d’altronde sappiamo per certo che se il colpevole ricopre un ruolo di potere o è ricco o appartiene a una famiglia ricca e potente le probabilità che le donne denuncino sono ancora più risicate.
Il guru dei 5 stelle fa in modo che nel tritacarne mediatico passi la vita della vittima, spiata, giudicata, per quello che avrebbe fatto dopo la violenza, per i suoi modi troppo disinibiti, come se la violenza l’avesse inflitta lei. Il tutto millantato per una “ragazzata”!
Non ci aspettavamo molto da Beppe Grillo, il quale avrebbe dovuto chiudersi in un dignitoso silenzio e meditare sul suo ruolo di padre, molto discutibile!
Per una volta avrebbe dovuto dismettere i panni dello show man, dell’istrionico guru politico, del provocatore ed evitare di trasformarsi sui social in un temibile forcaiolo che ha dimostrato totale disprezzo della legge, che ha screditato pubblicamente le indagini degli inquirenti e disprezzo della sensibilità della ragazza, esposta, grazie al suo provvidenziale intervento, ad una gogna mediatica che lei non aveva mai cercato.
Noi, donne che giornalmente lottiamo in difesa delle donne vittime di violenza, che abbiamo denunciato la Turchia e la Polonia, rifiutiamo di accettare che le nelle nostre istituzioni, nella nostra politica passi un’azione così grave come quella a cui abbiamo assistito. Non possiamo accettare un attacco così abietto e sessista ad una ragazza che ha subito uno stupro!
Nel contempo, intendiamo esprimere vicinanza alla ragazza e alla sua famiglia, per le sofferenze inflitte da questo sfogo mediatico tendente a delegittimare la vittima fino a prova contraria.

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