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La politica calabrese si indigna per il danno d’immagine

La politica calabrese si indigna per il danno d’immagine che avrebbe cagionato la fiction Rai “Duisburg linea di sangue”. A farlo, su tutti, Jole Santelli e Mario Oliverio.

Sono altre le indignazioni che dovrebbero emergere, risponde il gruppo 10 IDEE PER LA CALABRIA.

“La Calabria è stata dipinta in maniera diretta come regione della ‘ndrangheta – dichiara la vice presidente della commissione parlamentare antimafia Jole Santelli (Forza Italia) -. Una vergogna, raddoppiata dal fatto che a proporla sia stato il servizio pubblico”.

“Non ho ritrovato nessun elemento reale in questo racconto – dichiara invece il presidente della Regione Mario Oliverio (PD) – . Ciò che più ha ferito è l’ennesima rappresentazione densa di luoghi comuni, banalità, frasi fatte, stereotipi, che si è voluto dare della Calabria: terra, a veder la fiction, retriva, irrimediabilmente assorbita dalle logiche criminali, persa in un destino che la condanna alla subalternità, alla marginalità e alla perdizione perenne…”.

Solo a margine della sua indignazione, il presidente della Regione Calabria scrive di essersi accorto, dai fotogrammi della fiction, di un treno con scritto “Regione Puglia”, e solo successivamente pare sia venuto a conoscenza delle riprese girate, appunto, in Puglia.

Non è forse questa l’indignazione più grande che la rappresentanza politica calabrese avrebbe dovuto avere riguardo “Duisburg”?

Eppure è la stessa Regione Calabria che elogia se stessa per le produzioni girate tra la nostra gente, i nostri monti e le nostre coste. Grazia Gioè, ricercatore senior del Dipartimento Turismo della Regione Calabria ha effettuato una attenta e puntuale analisi sulla filiera produttiva di sviluppo locale, di tipo cinematografico che la Calabria sta cercando di creare (link).

Jole Santelli e Mario Oliverio si indignano per l’immagine che è scaturita da una fiction mediocre, non si sono udite urla o letti comunicati stampa sulla produzione Rai che ha raccontato fatti di Calabria, seppur malavitosi, girati in terra di Puglia.

“Duisburg linea di sangue” ha fatto rimbalzare l’indignazione sui social e sulla stampa. Dialetti improvvisati e luoghi farlocchi non hanno irritato la politica, hanno però indignano noi calabresi che almeno abbiamo 10 IDEE PER LA CALABRIA, tra queste la protezione della nostra terra da scempi cinematografici simili, consapevoli che il cinema realizzato in questa regione ha una sua storia, fortemente legata a questa terra, una storia che certamente riflette le sue tante contraddizioni e ritardi, ma anche, l’inequivocabile bellezza del paesaggio, aspro ed affascinante.

Attenta e puntuale l’analisi di Paride Leporace, direttore della Lucana Film Commission, già direttore di testate giornalistiche e uomo di cultura. “Quando la Calabria viene narrata ha un riflesso incondizionato di autodifesa inconscia. Priva della demistificazione comica della mafia siciliana che va da Pino Caruso a Pif, la Calabria cerca un orgoglio perduto nelle sue grandi celebrità che mai riesce a celebrare, fosse un San Francesco, un Tommaso Campanella, un kolossal su Skandberg…”.

Le ricadute territoriali del buon cinema che racconta la terra di Calabria, seppur ancora minime rispetto ad altre realtà italiane, sono già in atto. L’evoluzione in materia di turismo, negli ultimi anni ha fatto capolino anche in Calabria, soprattutto con produzioni audiovisive di qualità che hanno individuato, al di là degli spiccioli elargiti dalla Regione per favorirle, popolazione ospitale e un territorio nuovo da esplorare e filmare, favorendo quindi la destagionalizzazione turistica.

“Far conoscere e vivere la Calabria attraverso il Cinema è un’opportunità unica ed ulteriore di sviluppo turistico per questa regione, specie per gli investimenti dell’industria cinematografica …” scrive il Dipartimento Turismo della Regione Calabria. Peccato però che quanto di buono, evidentemente, scrivono giovani ricercatori al servizio dell’ente Regione, non si rispecchi in molte realtà come, per esempio, l’ultima terrificante fiction che ha raccontato la Calabria dal Gargano e indignato Santelli e Oliverio per l’immagine e non per la sostanza.

“La Calabria deve saper affrontare una questione molto attuale. La ’ndrangheta sarà sempre più narrazione dell’audiovisivo. Subirla passivamente comporterà danni e corti circuiti – scrive Paride Leporace nel suo interessante contributo su Zoomsud.it (link) – . Essere nei processi con competenze e cassetta degli attrezzi adeguati può far crescere la buona pianta creativa che in questi anni è spuntata e che spazia nelle narrazioni”.

“10 Idee per la Calabria” (www.10idee.it), soggetto politico che vuole proporsi sulla scena calabrese nella consapevolezza che la Calabria stia vivendo una condizione drammatica e soffrendo da troppo tempo l’assenza di una classe dirigente.

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