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L’essenziale che manca: il caso dello screening colorettale

a cura di Emanuele Arcá con la collaborazione di Rubens Curia, Maria Pinneri , Rocco Arcá

Ad oggi il carcinoma del colon-retto rappresenta la più frequente neoplasia dell’apparato gastrointestinale, il secondo tumore più frequentemente diagnosticato è la seconda causa di morte oncologica in entrambi i sessi.
In Italia si osservano, annualmente, circa 51.000 nuove diagnosi, l’età avanzata ne è più colpita, con un massimo di frequenza oltre i 70 anni.
La sopravvivenza a 5 anni è pari al 54% nei pazienti over 75 e sono oltre 471.000 i pazienti con pregressa diagnosi di carcinoma del colon-retto, la maggior parte di queste persone si concentra nelle età più anziane, con una proporzione, oltre i 75 anni di età, di 2.914 casi ogni 100.000 abitanti, doppia rispetto alla fascia 60-74 anni e di 8-10 volte maggiore di quella 45-59 anni.
Le sedi più spesso coinvolte sono il retto ed il sigma; negli ultimi anni si è, comunque, osservato un aumento delle localizzazioni di tumori nel colon destro. In considerazione dell’aumento della popolazione anziana, dovrebbero essere garantite ai pazienti in questa fascia di età particolarmente colpita, le stesse opportunità diagnostico-terapeutiche dei pazienti più giovani, sia a livello di screening, sia di cure.
Ad oggi i pazienti anziani con tumore del Colon-Retto sono numericamente maggiori di quelli più giovani. Secondo le linee guida dell’International Society of Geriatric Oncology (SIOG) circa il 60 % dei pazienti con CRC hanno più di 70 anni e il 43% hanno più di 75 anni.


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