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Lettera aperta ai cittadini calabresi: IO VOGLIO

Voglio. Un verbo bistrattato. Nell’immaginario collettivo legato al capriccio. ” L’erba voglio non esiste neppure nel giardino del re” recita un antico adagio che serve a sottolineare che la volontà, identificata con il capriccio, non deve avere proseliti.

Strana considerazione soprattutto se pronunciata da una persona che ha fatto del detto di Vittorio Alfieri ,il suo mantra di vita: volli, sempre volli, fortissimamente volli.

Io voglio. È l’affermazione dell’essere e di chi al cieco determinismo degli eventi preferisce sostituire l’incognita di una volizione che conduce a vivere e a non lasciarsi vivere.

Non un capriccio, quindi, ma la perentoria forza di un verbo che alle nostre latitudini è sempre stato solo connesso al potere del malaffare.

E che fosse un mero capriccio la volizione dei cittadini, lo hanno sicuramente sempre pensato i vari politici nostrani che ai nostri ” Voglio” hanno opposto il proverbio poco sopra citato.

I nostri ” diritti” sono stati considerati ” capricci” e come accade per i bimbi frignanti quando desiderano ottenere qualcosa, ci lasciano piangere e battere i piedi per sfogarci, poi elargiscono un sorriso mellifluo, infine ci lanciano un giocattolino con cui distrarci un po’.

Ebbene, direte: tutto questo panegirico nazionalfilosoficopopolare, per andare a parare dove?

Osservate bene.
Elezioni regionali calabresi.
Mesi fa il silenzio tombale, ma non è una novità se si guarda all’immobilismo atavico di questa regione.

Poi qualcuno timidamente abbozza un cenno di esistenza.

Qualche passerella ad hoc, qualche convegno in lido rigorosamente con rinfresco allegato.

Qualche comparsata in feste di paese, giusto per rimarcare quell” Io esisto” di cui tutti francamente si erano dimenticati.

Poi si comincia a parlare di novembre, o forse gennaio, o febbraio…e la febbre comincia a salire…

Non si aspettano le prime piogge per spuntare come funghi.

Ed ecco proclami con tanto di menestrelli in giro per le contrade e i paesi.
La lotteria dei candidati a governatore della regione più disastrata d’Italia apre i battenti.

-Venghino signori, venghino,le scommesse sono aperte. Tal dei tali viene dato 7 a 1, Tizio ha un seguito di…sindaci, Caio ha un plebiscito di consensi, Sempronio è bello e parla bene, ecc.ecc.-

E io li osservo indignata. Non scommetto. Non voglio farlo più. Troppe scommesse in una terra vilipesa e offesa proprio dalle scommesse stesse.

Nessuno di loro espone programmi politico-sociali. Espongono se stessi in un mercato in cui il cittadino ancora una volta dovrebbe comprare a scatola chiusa.

Un tempo i soldati romani sceglievano sul campo di battaglia i loro generali. Valutavano il merito, il coraggio,la lealtà, l’abnegazione, lo spirito di sacrificio e le capacità strategiche e umane.

Oggi il Capo si propone e si autoproclama.

E io, cittadino, dovrei ancora fidarmi di una matrioska? Di programmi che di richiamo in richiamo si riducono al nulla?

Io voglio!
Voglio conoscere il progetto di chi vado a votare.
Voglio il contratto con chi vado a votare e il rispetto delle clausole contrattuali. Per chiedere il risarcimento danni in caso di inadempimento o colpa del sottoscrittore.

Io voglio conoscere Cosa voto non soltanto Chi voto.

Per questo, cari concittadini, cari corregionali , nelle passerelle estive non avete visto il Movimento 10 idee per la Calabria. Mentre gli altri giravano in lungo e in largo una regione smarrita , noi, facendo un lavoro di squadra eravamo impegnati a formulare un programma, a preparare soluzioni, a stilare un contratto con contenuti concreti.
Adesso quello è pronto.
Mentre le cicale continuano a cantare, noi siamo pronti a metterci la faccia e la firma , sapendo che non sono solo effimere clausole contrattuali, ma è vita,la Vita di un popolo.

Marina Neri per il Movimento 10idee per la Calabria

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