Pillole

PILLOLA DI PROGRAMMA: 7 – LAVORO – parte quinta

TURISMO INTEGRATO

E’ assunto consolidato che esiste una stretta relazione tra sviluppo turistico e crescita economica. Si parla spesso di turismo come di una materia primaria per far decollare lo sviluppo della nostra regione, ma le politiche a favore del turismo proposte negli scorsi decenni sono state spesso improvvisate e inefficaci. Occorre assumere consapevolezza che un Progetto per il Turismo in Calabria non può non essere un Progetto di servizi integrati secondo un disegno unitario che contempli:

  • una visione strategica di grande impatto comunicativo e capace di coinvolgere l’intera comunità regionale, includendo anche consistenti fasce di calabresi residenti fuori regione e all’estero;
  • un insieme di interventi volti a classificare, valorizzare e presentare al meglio le innumerevoli risorse locali appetibili sul piano turistico (patrimonio culturale, archeologico, storico, monumentale, paesaggistico, umanistico, ecc.);
  • un’azione decisa sui servizi di trasporto in modo da assicurare livelli elevati di accessibilità (dall’esterno verso la regione e all’interno della regione stessa), con un’attenzione primaria per i servizi di trasporto aereo e ferroviario;
  • una serie di misure finalizzate a migliorare la ricettività turistica, puntando a garantire livelli di qualità e appetibilità paragonabili a quelli di altre regioni mediterranee;
  • il ripristino di condizioni di decoro relativi all’ambiente, a partire dalla piena funzionalità di impianti di depurazione, in modo da garantire la balneabilità di tutta la costa calabrese (puntiamo ad avere la bandiera blu su tutte le spiagge), l’efficienza del sistema di gestione e smaltimento rifiuti attraverso processi eco-sostenibili, la protezione dei boschi e degli ambienti naturali, la dotazione dei nostri centri, grandi e piccoli di arredi urbani, spazi attrezzati e verdi, dispositivi e infrastrutture per la mobilità delle persone, nessuna esclusa.

In Calabria di frequente si assiste a fenomeni di devastazioni ambientali: l’erosione delle coste minaccia il litorale e i siti archeologici (vedi il Parco archeologico di Kaulon), le frane, il dissesto idrogeologico, i terremoti, gli incendi minacciano porzioni rilevanti del nostro territorio. D’innanzi a tanto disastro le Istituzioni ad ogni livello sono rimaste troppo a lungo inerti. Eppure si tratta di un territorio unico al mondo, si tratta di un pezzo di Magna Grecia, culla della civiltà europea, che ha trasmesso ai Romani, e per loro tramite a tutto il mondo conosciuto, lingua e civiltà.

Occorre dar vita ad una serie di “Distretti territoriali tematici” per la promozione del Turismo; gli esempi sono numerosi: Distretto della Musica Tradizionale, del Bergamotto, del Vino e della Vite, delle comunità locali straordinarie (arbresh, grecanica, valdese, bizantina,…), dei mulini, dei palmenti rupestri, dei borghi abbandonati, delle fiumare, dell’archeologia, del termalismo, delle fortezze, del paesaggio, ecc..

E’ necessario attivare percorsi di turismo sostenibile coadiuvati da pratiche di ospitalità diffusa, che metta al centro i beni culturali di interesse storico, artistico, i beni naturali, creando percorsi guidati educativi adatti a tutti.

Nel corso degli anni si è andata affermando la consapevolezza che lo sviluppo dell’economia turistica di un territorio dipende anche da un sistema di trasporti adeguato; sistema in grado di agevolare l’accesso ai luoghi turistici, assicurando qualità nei servizi di trasporto. La promozione coordinata di investimenti nel comparto turistico e di investimenti in infrastrutture e servizi di trasporto può favorire una maggiore facilità di accesso ai siti e la riduzione del costo degli spostamenti.

Occorre dare concretezza alle progettualità espresse dai territori; in questi anni numerose associazioni hanno prefigurato, ad esempio, una proposta concernente l’organizzazione e la realizzazione di un itinerario turistico multimodale sul corridoio costiero ionico. Si prefigurano 4 modi alternativi e complementari di trasporto (ferrovia, cammino, percorso ciclabile, cabotaggio marittimo) che si potrebbero peraltro estendere dall’estremo lembo della Sicilia Sud Orientale (Siracusa) e raggiungere, attraversando lo Stretto di Messina e 4 regioni, la Puglia (Taranto). I quattro percorsi, naturalmente si intrecciano in alcuni siti rilevanti e sono relazionati ad alcuni rilevanti nodi aeroportuali. Il corridoio ionico presenta valenze turistiche significative, essendo sede di numerosi siti archeologici di epoca greco-romana, di borghi bizantini, di musei molto ricchi, di paesaggi naturali straordinari e variegati, di una copiosa offerta gastronomica tipicamente mediterranea. L’idea di fondo è quella di dotare tale corridoio di servizi per la mobilità di elevata qualità, senza determinare impatti negativi sull’ambiente, per consentire una fruizione turistica eccellente, favorendo così la crescita economica delle regioni interessate e la rigenerazione di un territorio attualmente molto indietro rispetto agli standard europei di sviluppo, una sorta di rigenerazione di waterfront esteso su una dimensione interregionale di circa 650 km. L’attenzione va rivolta alla componente modale ferroviaria (Ferrovia della Magna Grecia), incentrata sulla creazione di servizi specializzati (treni crociera, treni tematici), sulla base di esperienze consolidate in altre regioni d’Europa e del mondo. Ma va anche indirizzata su cammini, percorsi ciclabili, via del mare. Lungo tale corridoio si ritrovano, oltre ai ricchi siti archeologici già richiamati, numerosi siti naturalistici, “monumenti naturali”, borghi collinari, centri storici straordinari (ad esempio Pentedattilo, Gerace, Stilo, Santa Severina, Corigliano), emergenze storico-architettoniche singolari come edifici di epoca bizantina, palazzi e castelli medievali, cattedrali e monasteri, architetture di pregio edificate tra il Cinquecento e l’Ottocento, palmenti, mulini d’acqua, masserie, spazi balneari incontaminati, strutture di accoglienza variegate. Il sistema di trasporto lineare ionico, multimodale ed integrato, opportunamente curato e valorizzato, potrebbe dunque costituire la struttura portante di un progetto di sviluppo turistico per l’intera fascia territoriale sottesa. Un progetto di integrazione Trasporti/Territorio in grado di rivitalizzare il sistema insediativo e l’economia, di attrarre consistenti flussi turistici, inducendo forme di crescita innovative anche sul sistema socio-economico.

Ma le politiche integrate dovranno riguardare anche altri ambiti di mobilità. Da una rete ampia e strutturata secondo le regole europee di cammini (Via Popilia, Dromo della Magna Grecia, Cammini trasversali montani e collinari, ecc.) a una qualificata offerta di trasporto aereo e ferroviario (servizi di qualità a tariffe abbordabili per le famiglie), senza la quale la Calabria non risulterà mai una meta competitiva. A titolo indicativo si segnalano regioni mediterranee periferiche come la Corsica o Creta che propongono collegamenti aerei internazionali di gran lunga superiori; Creta conta appena 600 mila abitanti distribuiti su una superficie pari a metà di quella calabrese, ma conta su 3 aeroporti ben organizzati, di cui due internazionali, e produce 10 milioni di passeggeri/anno contro gli scarsi 4 milioni della Calabria. Gli aeroporti non vanno mortificati, perché costituiscono porte di accesso privilegiate, ma occorre sostenere lungimiranti ed intelligenti politiche di sostegno a servizi charter e low cost. Come appare necessario ripristinare servizi ferroviari a media e lunga percorrenza, frequenti, di qualità, affidabili, a prezzi accessibili (compresi servizi notte e con auto al seguito). Su questi ambiti la Regione deve rivendicare in sede nazionale una equa attribuzione di risorse, anche a compensazione di decenni di spesa prevalentemente indirizzata su infrastrutture e servizi di elevato costo al Nord Italia.

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