Articoli

Un’idea per la Calabria sul porto di Gioia Tauro

di Francesco Lombardo

Il federalismo si realizza garantendo la solidarietà tra le zone più ricche e quelle più povere di un paese per garantire giustizia e coesione sociale. In Italia la riforma del Titolo V della Costituzione ha trasformato il regionalismo italiano in una forma di federalismo che aumenta l’autonomia ed il potere degli enti locali lasciando loro ampi poteri (esclusivi o concorrenti) in diverse materie. Come sempre avviene negli stati federali è stato previsto un fondo di perequazione che dovrebbe garantire la realizzazione dei LEP (livello essenziale delle prestazioni), consentire cioè l’erogazione di un livello minimo di servizi per tutte le regioni.                                                                                       .
I livelli minimi delle prestazioni non sono mai stati quantificati; questo ha comportato delle disfunzioni che hanno penalizzato tantissimo le regioni del Mezzogiorno. L’uguaglianza ha un costo elevato: la cosa più semplice era riconoscere meno diritti e servizi al Sud; la perequazione è diventata parziale, cioè ai ricchi viene riconosciuto di più per garantire i servizi efficienti attuali ed alle regioni povere viene garantito poco o zero in quanto costa troppo dare gli stessi diritti. Un’Italia che, non solo viaggia a due velocità, ma anche con una disparità nei diritti: ad esempio un disabile viene trattato in modo diverso a seconda della regione in cui vive.
In questa situazione palesemente ingiusta che aumenta la forbice del divario Nord-Sud si aggiunge la richiesta delle regioni più ricche del Nord (Lombardia e Veneto) che, sulla base del risultato del referendum e con il supporto della Lega al governo, rivendicano maggiore autonomia e competenze, che tradotto in termini spiccioli vuol dire maggiori risorse. La regione Emilia Romagna governata dal PD ed il Piemonte prima governato dal PD ed ora dalla Lega rivendicano anche loro maggiori poteri ed autonomia, quindi anche il PD forza politica di opposizione è pronto, quantomeno a non ostacolare, questo disastroso progetto.
In questa corsa all’egoismo ed alle rivendicazioni dei ricchi, che è cosa ben diversa dal federalismo e peggio della secessione voluta dalla Lega Nord di Bossi (teorizzata da Gianfranco Miglio), il Meridione si trova stritolato e nell’impossibilità di avviare qualsiasi politica di crescita. Al Sud, magari sostenuto da politiche assistenziali, resterebbe soltanto il ruolo di mercato di sbocco delle merci prodotte al Nord.
Il Sud negli ultimi decenni è scomparso dall’agenda politica di tutti i governi che si sono succeduti. Negli anni 70, magari con interventi sbagliati ed assistenziali (Cassa del Mezzogiorno), veniva considerato nell’agenda politica del governo, veniva posto il problema del rilancio; oggi niente di tutto questo. La Germania dopo la caduta del muro e l’unificazione del 1989 è riuscita in dieci anni a ridurre il gap tra le due parti Est ed Ovest. Le politiche dell’Italia dal 1861, che vedevano Nord e Sud con un PIL uguale, ad oggi hanno creato prima e accentuato poi, il divario. Oggi l’autonomia differenziata, dopo le politiche che hanno generato emigrazione e spogliato il Sud delle migliori forze lavoro, sarebbero un colpo letale.
La realizzazione del progetto autonomistico della Lega se verrà attuato porterà una divisione talmente profonda che andrà a minare l’identità unitaria dello Stato, altro che sovranismo!
Rivendicare il diritto alla quota spettante di residuo fiscale oggi  sembra poca cosa e non basterebbe certo a risollevare una vasta zona del paese che non ha avuto i treni ad alta velocità, ma neanche un minimo di investimenti in infrastrutture necessario a far partire la crescita.
I fondi strutturali europei non sono stati interamente utilizzati per aiutare una delle zone maggiormente depresse d’Europa a causa  dell’incapacità delle amministrazioni regionali, ma anche della mancanza dei fondi necessari alla compartecipazione nei progetti.
A questo punto l’unica opportunità per la Calabria, ma anche di tutto il Mezzogiorno è valorizzare il principale fattore di sviluppo e farne un volano di crescita: il porto di Gioia Tauro.
Il porto di Gioia Tauro è stato volutamente e colpevolmente abbandonato non sfruttando tutte le opportunità e potenzialità che la struttura avrebbe potuto valorizzare.
La Lega Nord prima (dicevano che il porto va chiuso in quanto c’è la mafia) e il governo PD negli ultimi anni (hanno offerto ai cinesi per lo scalo delle loro merci i porti di Genova, Trieste e Venezia escludendo Gioia Tauro) hanno bloccato ed impedito ogni possibilità di crescita. Volutamente non è stato realizzato il collegamento ferroviario e non è stata mai presa in considerazione l’idea di creare lo smistamento merci.
Oggi la Calabria deve rivendicare il diritto di governare il proprio futuro chiedendo allo Stato la gestione autonoma ed indipendente del porto di Gioia Tauro e di tutto quello che questa struttura può generare.
Questo porto si trova in una posizione ottimale dal punto di vista geografico, nel centro del Mediterraneo che, soprattutto dopo l’allargamento del canale di Suez, è il crocevia delle merci prodotte in varie parti del mondo; Gioia Tauro ha fondali profondi che consentono l’attracco alle grandi navi ed ampi spazi intorno adatti alle strutture necessarie allo smistamento delle merci.
La Calabria deve poter gestire in modo autonomo il porto e fare tutto il necessario per trasformarlo da porto di transhipment a gateway come Rotterdam, cioè un porto di sdoganamento e smistamento merci.
Le risorse finanziarie a realizzare le infrastrutture necessarie (per lo smistamento merci ed il collegamento ferroviario e non) arriverebbero  dalle imposte sullo sdoganamento delle merci che la Regione andrebbe ad incassare e gestire.
Questa evoluzione dell’attività portuale creerebbe da subito 10 mila posti di lavoro, ma consentirebbe anche di creare un indotto su tutto il Sud con ricadute occupazionali molto importanti.

https://www.raiplay.it/video/2018/05/Report-Una-proposta-per-i-porti-italiani-5786f0af-7b87-4dd3-9c94-0405d12e519b.html

Dai un voto a questo articolo
[Totale: 0 Media: 0]
Condividi su: